di Renato Damiani - martedì 16 Gen 2018 [Carnico]

Marino Corti in occasione della conquista dello scudetto 2012 quale allenatore del Cavazzo

Da metà dicembre la Delegazione della Figc di Tolmezzo accettate le dimissioni di Claudio Picco e del suo vice Roger Stefanutti, ha un nuovo Delegato ed il prescelto dal presidente regionale Ermes Canciani è Marino Corti. Classe 1965 sposato con Nascimbeni Serena e papà di Annalisa e Isabella, nasce come calciatore nelle giovanili dell’Esperia Udine quindi Gemonese, poi sbarca nel Carnico vestendo le maglie di Folgore e Verzegnis con cui vince lo scudetto nel 1983, poi inizia la lunga avventura nel ruolo di allenatore. 5 stagioni con il Verzegnis, 3 con Edera e Cavazzo (conquista dello scudetto nel 2012), 2 con il Real Ic e poi ben sette annate con l’Arta Terme.
E’ forse prematuro parlare di programmi, ma il Carnico, che Lei ben conosce, ha forse necessità di rivitalizzarsi.

“Il calcio sta forse scadendo al livello tecnico-tattico dando priorità al risultato rispetto all’aspetto formativo tanto che si guarda maggiormente al contenitore e poco al contenuto. Devono poi migliorare i rapporti tra dirigenti, giocatori e genitori nel rispetto dei reciproci ruoli affinchè il Carnico rimanga un gioiello che comunque dobbiamo mantenere e possibilmente arricchire e l’obiettivo primario delle Delegazione sarà quella di non perdere quello che ritengo il più grande progetto aggregativo che la Carnia abbia mai presentato senza dimenticare che il binomio calcio-turismo deve rimanere volano trainante per tutta la comunità”.
Per conoscere le problematiche e le attese delle società sarebbe auspicabile un maggior confronto con le stesse.
“La Delegazione e le società da sole hanno poco futuro, quindi il confronto deve essere all’ordine del giorno indipendentemente dalle singole programmazioni, ma se si vuol crescere sarà necessario che ognuno esprima le proprie opinioni nelle sedi istituzionali”.
Sostanziali novità anche per quanto concerne la composizione della Delegazione che vedrà al suo fianco il vice Roberto Fachin, quindi Giorgio Cappellaro, Fabiano Mecchia e Dario Nicolino. Quali sono stati i criteri che l’hanno portata a tali scelte.
“Una scelta molto ponderata e mirata nel cercare persone che abbiano accumulato esperienze nel ruolo di dirigenti, allenatori e giocatori ed ora in prospettiva bisogna solo lavorare e rendersi disponibili verso le problematiche delle singole società”.
Uno dei suoi predecessori ( Emidio Zanier, ndr) aveva introdotto l’obbligatorietà del “fuori quota”. Quale la sua filosofia a tal riguardo in veste da ex allenatore?
“Quando ho vinto lo scudetto con il Cavazzo un determinante contributo è arrivato dai molti giovani in organico. Per la mia filosofia calcistica non parlerei di obbligatorietà regolamentare ma di opportunità nel voler far crescere i nostri giovani che devono rappresentare il futuro del Carnico, pur di fronte ad una crescente denatalità”.
In conclusione, quali sono le aspettative di Marino Corti.
“A livello di Delegazione dobbiamo fare squadra e muoverci in sintonia con una assidua presenza sui terreni di gioco, quindi affrontare i problemi abbandonando qualsiasi campanilismo e guardare agli esclusivi interessi del calcio della montagna”.


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