di Massimo Di Centa - giovedì 14 Marzo 2019 [Carnico]

Toccherà ancora a Marco Adami guidare l’Ampezzo per la prossima stagione. Il tecnico non nasconde le difficoltà che andrà ad incontrare: allenare la squadra con l’età media probabilmente più bassa dell’intero Campionato Carnico è compito al tempo stesso stimolante ma anche molto impegnativo.

«So benissimo – ci tiene a sottolineare – che quando si ha a che fare con i giovani, imprevisti e sorprese non mancheranno, ma mi affascina prendere questo gruppo e provare a farlo crescere. Ampezzo è una piazza storica e quindi importante per il panorama calcistico della montagna e merita di ritornare ai vertici, ma per restarci e non per una passaggio temporaneo».

Quindi, al momento, il tuo obiettivo non sono i risultati?
«No di certo! Il prossimo torneo sarà la naturale prosecuzione di quello passato, quando la società ha deciso di puntare sui giovani per un rilancio che dovrà avere continuità e prospettiva, cosa che soltanto una precisa politica sul settore giovanile può garantire. Credo che l’Ampezzo non sia riuscito a confermarsi dopo i successi degli anni Settanta e Ottanta proprio per aver trascurato il vivaio. La mancanza di ricambi adeguati ha portato ad anni di anonimato, sfociati con lo scudetto perso all’ultima giornata del torneo 2001. Dopo quell’anno, non a caso, iniziò un’inesorabile discesa».

Eppure, sotto il Tinisa, la passione per il calcio non è mai mancata…
«Assolutamente no e di fatto anche negli anni più bui la non è mai venuta meno. Le persone che si sono alternate nella società, ma anche la gente del paese, hanno sempre avuto ben presenti le difficoltà che la squadra ha attraversato e tutti hanno cercato di dare il loro contributo per tiare su l’ambiente. Nessuno hai mai chiesto niente, insomma, ma si è cercato di lavorare in silenzio».

La vostra, si diceva, è una rosa giovanissima.
«Grazie all’aiuto di società limitrofe, abbiamo costruito un organico composto da ragazzi nati più o meno attorno al 2000. Dal Villa sono arrivati in prestito il portiere Thomas Polonia, il difensore Riccardo Bonanni e il centrocampista Giacomo Boria. Dall’Edera sono rientrati il centrocampista Devis Iaconissi ed il difensore Elia Bearzi. In più è tornato dall’Illegiana Filippo Della Mora, poco utilizzato dai neroverdi la scorsa stagione, e abbiamo recuperato Kevin Rugo per il settore avanzato e Luca Crosilla in mediana».

E Marco Adami cosa porterà di suo in questo Ampezzo?
«Non lo so, anche perché non ho la bacchetta magica. Vorrei vedere nei miei ragazzi l’impegno, la serietà e la passione che ci mettevo io quando era calciatore. Con questi ingredienti, poi, il resto viene da solo».

C’è un ragazzo sul quali ti sentiresti di puntare?
«Ce n’è più di uno, ma se devo fare un nome, senza per questo fare un torto agli altri, direi Emanuele Sala: è un 2002 che lo scorso anno, proveniente dai Giovanissimi, è riuscito a realizzare 9 reti. Un bottino niente male. Non ha un carattere semplice, è vero, ma nel suo modo di lavorare, nell’impegno costante di migliorarsi intravedo un futuro importante. Spero davvero che posso diventare un simbolo per la nostra società».


Lascia un commento



* campi obbligatori


Campionato Amatori Settore Giovanile Terzo Tempo A tutto carnico

Per la tua pubblicità

Ufficio Pubblicità
Telefono: +39 0433 40690
Email: spot@rsn.it

Edizioni precedenti

Radio Studio Nord