FRANCO D’AGARO: «AL CAMPAGNOLA VOGLIO UN GRUPPO SOLIDO E UMILE»

Toh, chi si rivede, dalle parti del “Goi”! Franco D’Agaro torna a “servire” il Campagnola. Dopo averlo fatto in maniera egregia da giocatore (una Coppa Carnia e un Campionato), stavolta D’Agaro (o D’Ágaro, per dirla con l’accento all’udinese) si ferma qualche metro prima della linea laterale, accomodandosi in panchina.

Innanzitutto cosa ti ha convinto a tornare nei luoghi dove hai vissuto da elegante centrocampista periodi bellissimi?
«E’ stato proprio il ricordo di quegli anni – spiega – a farmi accettare la proposta. Io non ho dimenticato quell’esperienza, sia dal punto di vista sportivo che da quello umano. E se si sono ricordati di me, significa che anche l’ambiente biancazzurro non mi aveva dimenticato».

La dirigenza si è mossa con un dinamismo positivo per farti trovare una rosa all’altezza.
«Effettivamente hanno cercato di mettermi a disposizione un organico di qualità con gli arrivi di Andrea De Cecco, attaccante, dalla Val del Lago, Elia Burelli, attaccante, dal Rive d’Arcano, Gianfilippo  Machì e Fabio Di Marco, entrambi centrocampisti provenienti dal Trasaghis, Steven Bordin, difensore, dalla Stella Azzurra, due portieri, Mauro Specogna e l’eterno Daniele Candido, oltre alla scommessa Lorenzo Cariolato, classe 2001, dalle giovanili della Tarcentina».

Non hai dimenticato qualcuno?
«Andrej Komac! L’ho lasciato per ultimo, perché lui chiaramente merita un discorso a parte. Uno che ha giocato i Mondiali e si mette alla prova nel Carnico è un fatto intrigante. Per me, naturalmente, è un onore allenare un giocatore del genere. Se capirà lo spirito del Carnico e se saprà mettersi a disposizione con umiltà, diventerà un valore aggiunto, questo mi pare scontato».

Obiettivi importanti, quindi, per questo “Campa”?
«Andiamoci piano, restiamo coi piedi saldamente per terra. La società mi ha chiesto la salvezza, magari il prima possibile, e io dovrò stare attento a gestire le situazioni e gli inevitabili momenti difficili. A questa squadra porto la mia esperienza e vorrei creare un gruppo solido, forte ma soprattutto umile. A farmi ragionare in questo modo è il percorso che ho fatto nel calcio, un percorso che ha visto successi e fallimenti. Da questo mix sono nate le mie consapevolezze».

Pur disputando il Carnico, le squadre gemonesi denotano talvolta qualche mancanza a livello caratteriale.
«Credo che la differenza la faccia il modo di interpretare questo campionato così particolare: le squadre carniche hanno una forte identità territoriale, che sul campo si trasforma in una cattiveria agonistica coinvolgente. Ecco,viste le mie origini “montanare”, più precisamente di Rigolato, vorrei trasmettere questa peculiarità alla mia squadra».

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1 Comment

  • Posted 17 Marzo 2019 10:00 0Likes
    by Enzo Fazio

    Da un vostro grande simpatizzante auguro un’annata strepitosa alla società ai giocatori ed al nuovo allenatore…….,Enzo Fazio

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