Bulliano: «Protocolli? Costi insostenibili per le società»

di MASSIMO DI CENTA

Luciano Bulliano rischia di diventare il presidente più “penalizzato” nel panorama sportivo della Carnia: la Polisportiva Timaucleulis, infatti, non potrà vedere gareggiare i propri atleti nel calcio, la corsa in montagna e lo sci.
«Con lo sci siamo fermi da fine febbraio – ci dice –, mentre per quanto riguarda la corsa in montagna sono già state annullate molte manifestazioni».

E con il calcio come la mettiamo?
«Beh, mi pare che non ci siano molti margini. Ho sentito parlare di formule ridotte, di proposte alternative, ma qualsiasi sia la calendarizzazione dell’evento resta il discorso sulla responsabilità del presidente nel caso un atleta dovesse risultare positivo al virus. Ed è una responsabilità che davvero non mi sento di assumere, sia per un discorso penale sia per uno scrupolo morale».

A meno che, presidente, non si mettano in pratica le disposizioni previste dal protocollo sanitario. Cosa ne pensa?
«Ci sarebbero dei costi insostenibili, ad iniziare dalla sanificazione degli spogliatoi per poi assumersi gli oneri dei controlli medici sui singoli giocatori. Se la sanificazione, per fare, un esempio, fosse prevista solo ad inizio attività e poi durasse fino alla fine del torneo, il discorso potrebbe anche essere diverso: faccio questa operazione una volta e poi basta. Ma qui si parla di una procedura che andrebbe messa in atto per ogni partita e per ogni seduta di allenamento. Impensabile per società come le nostre».

Non sarebbe propenso nemmeno a giocare un torneo in forma ridotta, quindi.
«Assolutamente no, perché comunque i problemi resterebbero gli stessi. E poi, francamente, pensare ad un Carnico senza pubblico e senza il dopo partita non ha senso. Il nostro campionato ha una forte componente sociale, è allo stesso tempo un momento agonistico e di aggregazione. Giocare la partita e poi tutti a casa ne svuoterebbe il significato più autentico».

Ci dobbiamo abituare all’idea di un’estate diversa, insomma…
«Penso propri di sì ed è un peccato, perché manifestazioni come il Carnico o le varie gare di corsa in montagna sono eventi che creano un indotto importante dal punto di vista economico per la nostra zona».

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