Addio a Flavio Mentil, il primo presidente d’Italia

di MASSIMO DI CENTA

Questa mattina ha cessato di battere il cuore grande di Flavio Mentil, “il primo presidente d’Italia (arrivando dall’Austria)”, come amava definirsi.

Un arresto cardiaco ha fermato la sua vita ad 80 anni compiuti ed inutili sono stati i tentativi del figlio Massimo di rianimarlo. In Carnia (e forse non solo) tutti conoscevano lo storico presidente del Timaucleuslis (35 anni alla guida dei “caprioli”), ma legare il suo nome solo al calcio è riduttivo, perché Mentil era un uomo legato prima di tutto alla sua comunità. Memorabile il momento in cui, nel 1989, ricevette la benemerenza per lo sport: quando fu chiamato sul palco, arrivò battendosi le mani, suscitando nell’allora presidente federale Matarrese un sorriso e una domanda: “Presidente, perché si applaude?” chiese Matarrese. E lui rispose con una semplicità disarmante: “Perché oggi è un giorno importante per me e per il mio paese!”.

Un attaccamento testimoniato anche dal nome che volle dare alla squadra di calcio dopo varie denominazioni: Timaucleulis, per comprendere le due frazioni del Comune di Paluzza, tenendo conto delle diverse realtà che compongono la zona. Spiegò questa decisione, precisando che “Timau e Cleulis hanno poco in comune, se non la caratteristica di dover essere “conquistati”. Se entri nelle simpatie delle persone però ti fai dei veri, grandi amici. Per il resto, il timavese, forte di una tradizione di emigrazione, ha assorbito modi di vivere diversi, portati da quelle persone che dopo tanti anni all’estero tornano sotto la “crete”. Aver fatto un pezzo di generazione lontano da Timau conferisce quasi un grado di emancipazione. Il clevolano, invece, è uno attento alle tradizioni, geloso dei propri usi e della propria cultura. Il suo paese è al centro del mondo ed in questo, forse, è più carnico del timavese. Convivere con due modi tanto diversi di intendere la vita non è facile: ho imparato che a volte bisogna far finta di non vedere, di non sentire e tirare avanti per la propria strada, senza abbattersi nelle sconfitte od esaltarsi nelle vittorie. Nell’anno in cui ottenemmo la promozione in Prima categoria, per esempio, ero molto contento, ma a rendermi orgoglioso più che il risultato sportivo, di certo prestigioso!, fu la gratificazione che ricevetti dalla gente del paese”.

Aveva un modo di trattare all’apparenza molto accomodante, ma forte di una personalità arguta, ironica o più semplicemente intelligente, alla fine faceva prendere agli altri la decisione che avrebbe preso lui, ma con stile, eleganza e tatto.

Alla moglie Silva e al figlio Massimo, sindaco di Paluzza e a lungo bandiera del Timaucleulis, va tutta la nostra affettuosa vicinanza e un abbraccio spontaneo, con la certezza di poter affermare che quello che ha fatto in tutti questi anni è un’eredità da condividere con tutto il paese. Anzi, i paesi: Timau e Cleulis.

I funerali avranno luogo lunedì 5 aprile alle ore 14 nella chiesa di Cristo Re a Timau.

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