di MASSIMO DI CENTA
Il passaggio di Matteo Zammarchi dalla Folgore al Cavazzo è uno dei movimenti di mercato che ha fatto più scalpore. Diciamocelo francamente, in pochi si aspettavano questo trasferimento per l’attaccante classe 1993, anche perché “Teo” può essere considerato uno dei fedelissimi di Ortobelli che se l’era portato con sé dal Villa quando decise di allenare la Folgore.
Ma allora, Matteo, è successo qualcosa col mister dopo tanti anni di convivenza?
«Sarei ipocrita se dicessi che non è successo nulla – precisa il giocatore -; lo scorso anno ci sono state alcune circostanze in cui mi sono sentito messo da parte, ma niente di grave, cose normali nei rapporti all’interno di una squadra».
E quindi allora come è maturata questa decisione?
«Per una serie di motivi. La ricerca di nuovi stimoli, la curiosità di cambiare ambiente e anche la mia grande amicizia con Denis Gallizia. Era da molto tempo che dicevamo di voler giocare insieme e alla fine sono andato io da lui, anche perché il Cavazzo mi cercava già da qualche anno».
Cosa ti aspetti da questa nuova avventura?
«Nonostante l’esperienza accumulata in tanti anni di Carnico, il passaggio al Cavazzo è per me un salto nel vuoto. Ci si conosce tra giocatori e dirigenti di squadra diverse ma non si sa mai cosa c’è “dentro” uno spogliatoio. Mi preme sottolineare, comunque, che con la Folgore ci siamo lasciati senza rancore, almeno da parte mia».
È stato un mercato con trasferimenti importanti: perché secondo te?
«Ognuno avrà avuto le proprie ragioni, di certo è stato il mercato con i movimenti più “pesanti” degli ultimi anni».
Che campionato prevedi?
«Credo che ci sarà grande equilibrio, non ci sarà una squadra in grado di ammazzare il torneo. Alla fine se lo giocheranno Cavazzo, Cedarchis e Folgore, ma occhio al Villa che potrebbe essere la grande sorpresa».
Tu che non hai la patente come farai per allenamenti e partite per il tratto Treppo (dove vivi) – Cavazzo? Gli scorsi anni andavi con Ortobelli, che ti faceva da mister e da… autista.
«Tutto a posto: c’è un accordo con i dirigenti del Cavazzo che mi verranno a prendere e mi riporteranno. E poi, comunque la mia compagna ha la patente».
(foto di Alberto Cella)