di MASSIMO DI CENTA
Sarà uno dei volti nuovi del Carnico 2026 e lo vedremo in azione con la maglia dei Mobilieri: lui è Davide Marcuzzi, 39 anni il prossimo agosto, ma un fisico ancora integro, esattamente come la voglia che ha di “assaggiare” il Carnico. «In effetti mi sarebbe piaciuto arrivare in questo campionato già da qualche anno – confessa –. ma ad impedirmelo sono stati alcuni problemi familiari. Il Carnico mi è sempre piaciuto e l’ho sempre seguito e ritengo che, negli ultimi anni, il livello sia cresciuto a livello di qualità e intensità. Finalemnte ci sono arrivato»
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Cosa ti ha colpito di più del nostro campionato?
«L’organizzazione delle società e i progetti che alcune di loro portano avanti con tanto entusiasmo dovendo fare i conti con mille problemi. Questo significa avere grande passione ma anche tanta capacità».
Cosa ha fatto Davide Marcuzzi prima di arrivare nel Carnico?
«Ho girato un po’ di squadre, partendo dalle giovanili della Bujese, poi Donatello, Udinese (Allievi e Primavera), Tricesimo, Rivignano, Gemonese, ritorno a Buia e Arteniese».
Del nostro campionato conoscevi qualcuno?
«Il fatto di aver giocato o incrociato sui campo molti giocatori di Sutrio è stato senza dubbio decisivo: hoavuto modo di conoscere Alessandro Fior, Luca Marsilio, Della Pietra e soprattutto Davide Marsilio, con il quale ci siamo trovati spesso contro nelle sfide in Eccellenza, in tanti Tricesimo-Tolmezzo. Ecco, diciamo che è stato Davide a convincermi a provare questa esperienza».
Ma di Sutrio ti convincono anche altri aspetti, è vero?
«Mi piace molto il progetto legato al settore giovanile, perché è ben articolato e può avere prospettive importanti. La mia speranza è quella di mettere a disposizione di questi ragazzi la mia esperienza e l’intensità agonistica imparata sui campi del campionato regionale».
Che tipo di giocatore sei?
«Innanzitutto, aldilà dei gol segnati, credo di essere un attaccante che gioca per la squadra, capace di fare la sponda o di inserirsi. Sono una prima punta sufficientemente veloce e con un buon timing negli inserimenti. Il piede preferito è il destro ma adopero il sinistro con disinvoltura. Diciamo che nei fondamentali, insomma, so cavarmela».
Visto che comunque sei un conoscitore del Carnico, quale sarà, secondo te, il ruolo dei Mobilieri?
«La prima cosa da fare sicuramente sarà ridurre il gap dalle prime, continuare nel processo di crescita con i giovani del paese e proporsi all’attenzione come una pericolosa outsider».