Alessandro Ietri: «Ho scelto il Carnico per ritrovare gli stimoli giusti»

di MASSIMO DI CENTA

Alessandro Ietri al Cavazzo è sicuramente uno dei colpi più fragorosi del mercato del Carnico. Arriva, sì, con 38 primavere sulle spalle ma il suo pedigree è quello di attaccante di razza, con più 200 gol messi a segno nelle gare di campionato, oltre a quelli realizzati nelle varie coppe. «Senza contare gli assist – precisa giustamente – a dimostrazione che sono un realizzatore ma anche uno che gioca per la squadra».

E anche uno che non ha paura di dire le cose. Ma hai davvero un caratteraccio?
«Non credo; piuttosto sono uno al quale piace sempre dire le cose, a costo di esporsi. In ogni squadra dove ho giocato ho sempre dato il massimo e ho sempre preteso che altrettanto facessero i miei compagni, perché solo così si è davvero una squadra. Ho sempre segnato tanti gol e per questo penso di aver avuto il diritto di parlare: gol e impegno a favore del collettivo, prima ancora che per la gloria personale. Non è presunzione è l’oggettività dei fatti. Nelle stagioni in cui ho reso meno, non ho mai aperto bocca».

Come la nasce la scelta del Carnico?
«Negli ultimi anni il calcio regionale è popolato da tanta falsità, con gente che non mantiene le promesse e gente che non sa e vuole sapere. Per questo spero che l’esperienza nel Carnico mi faccia passare completamente la voglia di tornare nei tornei regionali. Voglio riavere gli stimoli giusti, la voglia di giocare, tutte sensazioni che ultimamente avevo perso».

Dal punto di vista fisico come sei messo?
«Negli ultimi anni ho avuto qualche problemino alla schiena che ogni tanto mi faceva saltare qualche partita. Adesso, dopo un cura che si è rivelata efficace, sto seguendo un percorso con un personal trainer e devo dire che ho davvero buonissime sensazioni. Vedremo, dipende sempre dal fisico e dalla testa».

Ma il Carnico lo seguivi?
«Guardavo i risultati e so quanto seguito abbia. Ho visto una sola partita, quando sono andato a vedere un mio amico. Sinceramente non posso dire quale sia il livello, lo scoprirò giocando. Ho avuto una buonissima impressione dei dirigenti del Cavazzo: gente pragmatica, senza fronzoli e molto diretta. Ci siamo parlati e capiti subito».

Te la senti di fare promesse all’ambiente viola?
«Come ho già detto, io parlo solo quando il mio rendimento me ne dà il diritto. Ora come ora posso solo promettere tanto, tanto impegno, dedizione e lavoro. Questo anche per una questione di rispetto per chi mi ha scelto».

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