di MASSIMO DI CENTA
È un Cristian Gobbi davvero soddisfatto di come stanno andando le cose nel suo Fusca durante la preparazione. «L’idea di andare sul campo di Caneva – precisa immediatamente – è stata davvero una bella intuizione: lo abbiamo tirato a lucido e ci consente una posizione logisticamente più comoda. La media di presenze alle sedute di allenamento si aggira sulle 18 persone più i portieri. Non mi aspettavo tanta partecipazione».
Segno che c’è entusiasmo e soprattutto unione nel gruppo, concordi?
«Sicuramente. Giovani e meno giovani si stanno integrando alla perfezione, lo noto dal dopo allenamento, quando non si formano gruppetti ma un gruppo unico e veramente affiatato».
Le premesse per far bene, insomma, ci sono?
«Direi proprio di sì, perché aldilà di quello che è il discorso del gruppo, ho numeri quantitativamente e qualitativamente importanti. Ho la possibilità di scegliere o di variare modulo senza però mai prescindere dalla mie idea di calcio».
Hai già in testa come giocherà il tuo Fusca?
«Sto valutando alcune situazioni e le cinque amichevoli programmate più il torneo che faremo a Zuglio saranno utili anche in questo senso. C’è tempo, insomma, per valutare se giocare, per esempio, a 3 o a 4 dietro».
Ma un obiettivo te lo sei posto? Dove potrete arrivare?
«Senza apparire sbruffone, ritengo che abbiamo tutte le carte in regola per la promozione in Seconda. C’è qualità nella rosa, come detto, nella struttura societaria e un ambiente pieno di entusiasmo. La squadra rappresenta due piccole comunità ma ha un seguito enorme. Starà a noi innalzare il livello di questo entusiasmo. I risultati positivi aiutano nella crescita dell’autostima e proprio per questo vorrei iniziare partendo forte. Anche perché la concorrenza è altrettanto forte: il Verzegnis, il Bordano, la Nuova Edera, il Val Resia sono avversari organizzati, senza contare poi che come ogni anno può saltare fuori la sorpresa».
Ti ritieni soddisfatto del mercato fatto dalla società?
«Sono arrivati giocatori importanti, anche se il mio sogno rimane ancora un arrivo. Quello di Ivan Voltan, che in tutta sincerità è stato il primo giocatore che avevo cercato. So però che il suo legame con l’Amaro è molto forte, ma io non mi arrendo e gli starò dietro fino all’ultimo minuto prima del termine dei trasferimenti».
Tu hai vissuto da vicino il calcio regionale, non ti andrebbe di occupare una panchina anche d’inverno?
«Alcuni mesi fa avevo ricevuto una proposta e devo dire che ci ho pensato. Alla fine però ho deciso di rimanere in Curiedi, perché qua hanno in mente un bellissimo progetto. E io voglio farne parte, con l’obiettivo di costruire una squadra vincente e che giochi bene a calcio».