Maurizio Colosetti: «La Nuova Edera per me è un fatto di cuore»

di MASSIMO DI CENTA

Sarà Maurizio Colosetti a guidare la Nuova Edera, l’ultima arrivata nel panorama del Carnico e forse non poteva esserci nessun altro allenatore. Il perché ce lo spiega lui: «Per me è soprattutto un fatto di cuore.Sono stato tra i promotori di questo progetto e non potevo davvero tirarmi indietro di fronte alla prospettiva di guidare questa squadra. Siamo un gruppo di ragazzi cresciuti insieme e ognuno di noi ha un legame speciale con l’Edera nella sua concezione storica».

Quali saranno le maggiori difficoltà che dovrai affrontare?
«Credo che ce ne saranno tante. Il grande entusiasmo che mi anima non mi impedisce di riconoscere comunque che di problemi ce ne saranno: qui è tutto nuovo, società, squadra, ambiente. Si parte tutti da zero e anche se ho già un po’ di esperienza da allenatore so che non sarà semplice. Dobbiamo imparare a conoscerci calati in questa nuova realtà e ogni giorno è utile a scoprire qualcosa di nuovo l’uno dell’altro».

Passando a cose tecniche, cosa dici della rosa a tua disposizione?
«Diciamo che l’organico che avrò il piacere di allenare mi sembra di buona qualità dal punto di vista calcistico. In più c’è questo legame col passato che è un ottimo collante. Toccherà a me far diventare questo gruppo una squadra e i giocatori sicuramente ce la metteranno tutta. Abbiamo tutti un grande entusiasmo e questo mi pare un ottimo punto di partenza. La sensazione è che ci sia molto affiatamento tra i giovani e quelli meno giovani, sia tra i giocatori che tra i dirigenti».

Quali sono i programmi e quali gli obiettivi?
«Posso dire in assoluta sincerità che non ci siamo parlati di obiettivi in termini di risultati. Sono perfettamente consapevole di avere un gruppo con tanti buoni giocatori. Questo prima anno, per noi, è un banco di prova. Si potrà vincere o meno, ma il vero obiettivo resta arrivare a fine stagione con gli stessi numeri con i quali l’avevamo iniziata. Si parte in 30 e si arriva in 30, insomma. Ecco, questo è il traguardo vero che ci siamo prefissati».

E quando arriverà il giorno del derby con l’Edera?
«Per molti di noi sarà una partita particolare, con significati che vanno oltre l’aspetto sportivo, ma investono anche gli affetti. Io, personalmente, sono stato tesserato con l’Edera da quando avevo 8 anni fino a 38».

E poi, naturalmente, ci sarà un pensiero speciale per papà Sergio…
«Spero che papà sia fiero di me. Questa scelta l’ho fatta soprattutto per lui».

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