Michele Paganin: «A Tarvisio c’è molto da lavorare e io sono pronto»

di MASSIMO DI CENTA

Michele Paganin e il Tarvisio: un rapporto nato quasi per caso quello tra lui e la società. «È proprio così – conferma il nuovo allenatore giallorosso -. Lo scorso anno ero andato a vedere una partita del Tarvisio e alla fine al chiosco l’ho buttata là ai dirigenti: se avete bisogno il prossimo anno, io ci sono, ho detto loro. Detto fatto ed eccomi qua. È vero che ho giocato tanti anni a Pontebba, ma io al Tarvisio ci tengo e poi abito anche vicino al campo. Casa e bottega, insomma, quindi nessun problema».

Ma come mai questa voglia di allenare?
«Devo dire che mi è sempre piaciuto il pensiero di poter allenare una volta finita la carriera di calciatore e il fatto che ultimamente gli acciacchi si sono fatti sentire ha anticipato l’approdo alla panchina. Ci arrivo abbastanza giovane, considerato che compirò 36 anni poco prima dell’inizio del campionato».

Dopo la scorsa stagione iniziare male anche quest’anno potrebbe essere un problema, che dici?
«Non mi nascondo il fatto che ci sia molto da lavorare e il tempo non è molto. Abbiamo iniziato la preparazione i primi di marzo e dopo una prima parte atletica si è incominciato a lavorare sul pallone. Certo, so anche che dovrò lavorare sulla testa di questi ragazzi e speriamo che qualche elemento di esperienza che la società mi ha messo a disposizione in rosa possa in qualche modo aiutarmi in questo percorso. Dovrò dedicare qualche seduta di allenamento anche per cercare di spiegare come capire i momenti della partita. Ma anche qui è un discorso di esperienza che dovranno imparare sul campo. Mi incoraggia il fatto che vedo i ragazzi con tanta voglia di fare e tanto entusiasmo. Quindi so che ci sarà da lavorare su più fronti, ma io sono pronto e ci metterò tutto il mio impegno».

Ritieni più importante la qualità dei singoli o il gioco di squadra?
«Dipende da quanti singoli di qualità si hanno a disposizione. Lavorare comunque per migliorare la tecnica individuale va sempre bene. Una delle cose sulle quali insisterò sempre con i miei giocatori è quella di allenarsi a calciare con entrambi i piedi, perché è chiaro che dà soluzioni più immediate nei frangenti di gioco. Poi, chiaramente bisognerà anche curare la coralità della manovra».

Che obiettivi hai per la prossima stagione?
«Tutto sommato penso si possa fare bene, crescere a piccoli passi ma con costanza. Bisogna partire con la voglia di vincere, non per limitare i danni, questo non significa essere presuntuosi ma serve per costruirsi una certa mentalità. E infine, un obiettivo che inseguiamo assieme alla società è quello di ricreare l’entusiasmo del paese attorno alla squadra. Tarvisio è una piazza importante è allo stesso tempo difficile, ma la gente deve capire e darci una mano, anche perché la squadra è composta quasi interamente da ragazzi del paese».

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