di MASSIMO DI CENTA
Riparte da Sutrio l’avventura di Massimo Marangoni nel Carnico. Dopo la delusione vissuta lo scorso anno con la separazione dal Campagnola a fine agosto, il tecnico ha accettato la panchina dei Mobilieri. Ma con lui ripartiamo proprio dalla scorsa estate, da quella separazione dalla squadra gemonese. «Mi sembra normale – chiarisce il mister – il fatto di aver provato una grande delusione, ma ci siamo lasciati senza rancore. Probabilmente erano state fatte delle scelte sbagliate a livello di mercato e ognuno aveva la sua parte di responsabilità, me compreso, naturalmente, visto che le avevo condivise ed alcune anche proposte. Siamo stati competitivi fino alle semifinali di Coppa col Cavazzo: dopo la sconfitta nella gara di ritorno è come se si fosse spenta la luce».
E come è maturata la decisione di salire a Sutrio?
«Devo dire che quando sono stato contattato telefonicamente da Davide Marsilio avevo un bel po’ di perplessità: io vivo ad Artegna ma per gli allenamenti partirò da Udine, dove lavoro. Insomma di chilometri dovrò macinarne un bel po’… Ma Marsilio è stato abbastanza insistente, proponendomi un incontro a Gemona. Quando ci siamo visti, con lui c’erano altre cinque persone della società e dalle loro parole, dal loro entusiasmo, ho capito che per loro ero una prima scelta. A quel punto era impossibile rinunciare».
E come è stato l’impatto con l’ambiente Sutrio? E, più in generale, le sensazioni di allenare una squadra della Carnia?
«Per la seconda domanda attendo qualche tempo prima di rispondere. Devo fare qualche allenamento in più, qualche dopo partita in più. Per quel che concerne l’ambiente Sutrio, beh, ho trovato una società con un’organizzazione diversa, sono rimasto veramente colpito. L’impegno che mettono per il settore giovanile alla fine ha coinvolto anche me: ho assistito a qualche allenamento dei Giovanissimi e credo che sarò presente ad altre sedute delle formazioni giovanili. Ritengo che ci siano le premesse di grandi potenzialità ed io devo essere partecipe oltre al mio ruolo di allenatore della prima squadra».
Dopo i primi allenamenti cosa pensi del gruppo a tua disposizione?
«In questo momento stiamo vivendo una specie di luna di miele, nel senso che sembra tutto bello e tutto senza problemi. C’è molto entusiasmo e buona volontà, insomma, di fronte ad un allenatore nuovo. Detto questo, ho intravisto tanto talento e qualità in molti degli elementi a mia disposizione e anche tante doti atletiche interessanti nei giovani».
Con la società avete parlato di obiettivi?
«Innanzitutto valorizzare ancora di più i giovani e coinvolgerne altri. Per quanto riguarda i risultati, migliorare il quinto posto dello scorso anno e acquisire via via una maggiore personalità».