Max Brovedani: «Tornare a Paluzza è stato un gesto d’amicizia»

di MASSIMO DI CENTA

Una scelta difficile dettata da una questione di amicizia: in poche parole ecco spiegato il ritorno a Paluzza di Max Brovedani. Un Brovedani, peraltro, conscio dei problemi che lo aspettano: «So bene che ci sarà da lavorare moltissimo – conferma l’allenatore – e che la situazione è complicata. Ma mi piaceva dare una mano al presidente Loris Urbano in un momento particolare per squadra e società».

Dopo qualche settimana di allenamenti, che idea ti sei fatto?
«Il problema maggiore riguarda i numeri: la rosa è davvero ristretta e soprattutto basata su ragazzi ancora abbastanza giovani. C’è la disponibilità di qualche veterano e questo in qualche modo aiuta. Spero che le presenza alle sedute di allenamento siano sempre massicce perché solo lavorando insieme potremo migliorare».

E tu ti senti motivato?
«Personalmente ho gli stimoli giusti e devo dire che le qualità di alcuni giocatori mi fanno ben sperare. Ripeto ci sarà da lavorare e questo lo sanno anche i ragazzi, perché solo così si può provare a risalire».

Ma una piazza come Paluzza, secondo te, perché non riesce ad allestire una squadra quanto meno competitiva?
«I motivi esatti non li conosco e probabilmente è uno di quei momenti storici che attraversano tutte le società, aggravato dal fatto che in Carnia lo spopolamento non aiuta. Quando sono stato qui nel 2018 e 2019 c’erano buoni giocatori, ma soprattutto c’era qualche squadra del settore giovanile che avrebbe dovuto assicurare quel ricambio che invece non c’è stato, visto che il settore giovanile. qui come in tante altre società, è sparito».

Visto che quello dei numeri è un problema per molti che soluzione avresti da proporre?
«Beh, io so che per anni il successo del Carnico è stato il campanilismo, ogni paese aveva la sua squadra, ma ora è diventato davvero difficile. Quindi le fusioni potrebbero essere una soluzione: sono dell’idea, per esempio, che tra Paluzza, Timau e Cleulis potrebbe venir fuori qualcosa di interessante e si potrebbe anche ripensare al settore giovanile».

Tornando al Paluzza, cosa ti ha chiesto la società?
«I dirigenti sanno benissimo che non si può pretendere la luna in fatto di risultati e quindi l’obiettivo diventa la crescita del gruppo e ricreare un po’ di entusiasmo intorno all’ambiente. Potrebbe essere interessante magari passare qualche turno in Coppa anche per trovare un po’ di convinzione e autostima».

Che Terza Categoria vedi in generale?
«Verzegnis e Fusca dovrebbero essere le grandi favorite, poi potrebbero far bene Bordano e Val Resia, ma come sempre sarà il campo ad emettere l’unico giudizio che conta».

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