Luca Craighero: «Io e il Val Resia siamo in cerca di riscatto»

di MASSIMO DI CENTA

Dopo l’anno di riflessione, in seguito alla cessazione del rapporto col Ravascletto, torna in campo Luca Craighero, che nella prossima stagione sarà sulla panchina del Val Resia. A lui chiediamo immediatamente se gli è mancato il Carnico: «Mi è mancato viverlo da protagonista diretto – precisa – perché nel mio anno di stop sono andato a vedere tante partite, di tutte e tre le categorie. Avevo ricevuto offerte, anche a campionato in corso, ma ho preferito stare fermo».

Forse anche per un po’ di delusione per come era finita nel 2024 col Ravascletto?
«Con il “Rava” bene il primo anno, mentre nel secondo abbiamo buttato via tante occasioni e alla fine siamo retrocessi dopo lo spareggio con l’Ampezzo perso veramente in malo modo. Aldilà della delusione per la retrocessione, sono rimasto male per come si sono comportati con me. Bastava parlare chiaro e non essere ambigui, Comunque, acqua passata».

Adesso c’è il Val Resia: come è stato l’impatto con i rossoblu?
«Devo dire che quando mi hanno cercato ho chiesto un po’ di tempo: c’era l’incognita del viaggio, ma ho subito fugato ogni dubbio. Uno che si è fatto per tanti anni il percorso tra Paularo (dove vivo) e Forni di Sotto (quando ero all’Audax), è abituato ai chilometri. Fin dalle prime sedute ho avuto buone sensazioni per l’ambiente: c’è gente piena di entusiasmo e molto schietta. Trovo molte similitudini con l’Audax. Ci sono le premesse per fare bene, ritengo».

A proposito di fare bene, cosa ti ha chiesto la società?
«Chiaramente c’è ancora un pizzico di delusione dopo la retrocessione dello scorso anno e tutti siamo a caccia di un pronto riscatto. Molto onestamente devo capire di che pasta siamo fatti: ci stiamo allenando da alcune settimane ma mi sembra giusto conoscere a fondo le caratteristiche dei giocatori che ho a disposizione. Chiaramente ne ho parlato anche con i dirigenti, ai quali ho chiesto di stare con i piedi per terra. Quando mi sarà chiaro cosa potrò pretendere e ottenere da ogni singolo giocatore, allora forse sarà più corretto stabilire obiettivi e traguardi. Fare proclami non è mai stata una mia prerogativa. Lavoro e realismo, questo sicuramente».

Quindi inutile chiederti a quale tipo di schieramento ti affiderai?
«Una cosa è certa: dietro giocheremo a 4. E proprio sul reparto difensivo sarò inizialmente concentrato. A centrocampo e davanti le soluzioni non mi mancano e sono anche di discreta qualità, quindi è chiaro che bisognerà trovare gli equilibri e i giusti meccanismi nel pacchetto arretrato, lavorare sulla fase difensiva, garantendole la copertura dei centrocampisti»

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