di MASSIMO DI CENTA
Nicola Pontil è sicuramente l’allenatore al quali tutti guardano con grande curiosità: sarà lui, infatti a guidare l’Alto Piave, squadra all’esordio nel Carnico e primo caso in assoluto di fusione nel nostro campionato. E la prima domanda che rivolgiamo al mister è cosa ne pensa di questa fusione: «È stata una decisione che mi ha trovato assolutamente d’accordo – risponde -, limitatamente alle prime squadre, che negli ultimi anni avevano manifestato evidenti problemi di risorse umane a disposizione».
Il settore giovanile del San Pietro consentirebbe, così, di alimentare due squadre?
«Il settore giovanile viola è davvero una grande e importante organizzazione, ma probabilmente gli scopi per i quali è stato pensato sono un pochino inferiori alle aspettative. I ragazzi più in gamba, giustamente, finiscono a Tolmezzo o nel Bellunese».
Alla guida dell’Alto Piave, quindi ci sei tu?
«Questa domanda mi offre la possibilità di una precisazione importante. Io sono l’allenatore dal punto di vista istituzionale, diciamo così: ufficialmente appare il mio nome ma la sinergia con Diego Quinz è totale. Tra di noi c’è di continuo un confronto e uno scambio di idee e io ritengo importantissimo il nostro rapporto».
Tornando alla fusione, secondo te come l’hanno presa le due comunità?
«Credo sia giusto fare un distinguo generazionale: i più giovani l’hanno vista come una soluzione razionale. Per quelli con qualche anno in più e una militanza importante nel Sappada o nel San Pietro, penso che a livello emozionale sia stato un pochino più difficile, perché il campanile ha sempre un significato molto profondo».
Ti ritieni soddisfatto del gruppo a tua disposizione?
«A livello di numeri ci siamo e ci sono anche buone individualità. Ho tanti centrocampisti, difensori siamo al limite, mentre l’attacco è il reparto dove siamo più scoperti. A livello di portieri invece siamo a posto e dovremmo esserlo per qualche anno, visto che ne abbiamo tre tutti giovani e anche bravini e allenandosi insieme potranno crescere ed aiutarsi a vicenda».
Hai in mente un modulo?
«Proprio per quello che ti ho detto, le mie scelte tattiche saranno influenzate dalla rosa a disposizione: difficile infatti che davanti potrò a giocare a tre».
Cosa ti ha chiesto la società?
«Il primo obiettivo è l’amalgama tra il gruppo Sappada e il gruppo San Pietro e so già che ci vorrà un po’ di tempo, ma assieme a Diego stiamo lavorando perché la fusione dalle carte federali passi al campo di gioco».
E in termini di risultati?
«Lo scorso anno è stato difficile per le due squadre e quest’anno vogliamo assolutamente riscattarci. Sappiamo bene che non siamo nella griglia delle favorite, ma cercheremo di giocarcela sempre e di rompere le scatole a tutti».