Almir Dzananovic ha grandi obiettivi per il suo Bordano

di MASSIMO DI CENTA

Almir Dzananovic e il Bordano ripartono dal quarto posto nella Terza 2025, un quarto posto che ha lasciato qualche rimpianto: «È proprio così – conferma senza esitazioni l’allenatore -; se ci avessimo creduto un pochino di più, trovando una maggiore continuità, le cose sarebbero potute andare in maniera diversa. Con le squadre che sono andate su abbiamo fatto la nostra bella figura, battendo addirittura Ravascletto e Val del Lago».

Questo può essere incoraggiante per la prossima stagione?
«Credo proprio di sì, anche perché il gruppo è rimasto unito e in tutti c’è la convinzione di poter migliorare il piazzamento dello scorso anno. Certo, Fusca e Verzegnis sono un gradino sopra, ma dovrà essere il campo, poi, a confermarlo. Noi, comunque, ci siamo e vogliamo lottare. Personalmente la promozione e la Coppa di categoria sono miei obiettivi, anche perché nella vita bisogna sempre avere ambizioni e traguardi da raggiungere. Poi, naturalmente bisogna tener conto delle possibili sorprese e una di queste, a mio avviso, potrebbe essere la Nuova Edera».

La società ti ha fatto un mercato soddisfacente?
«Io non sono intervenuto nelle scelte: a fine campionato scorso avevo espresso un parere su quelle che erano le nostre carenze e di conseguenza il presidente Niccolini e il ds Foschiatto si sono mossi in tal senso. Sono arrivati rinforzi in tutti i reparti e l’ultimo è un giovane attaccante, Alessandro Bellina dal Real, che ha firmato nei giorni scorsi».

Avrai quindi un organico che ti permette di scegliere il modulo che preferisci?
«Sinceramente, ritengo che un allenatore debba adattare il modulo alle caratteristiche dei giocatori che ha a disposizione. Certamente, avere più alternative in ogni ruolo può semplificare il lavoro»

Come ti trovi a Bordano, Almir?
«Come nel salotto di casa mia. Ho trovato fin da subito un ambiente accogliente, con società e giocatori che mi hanno fatto sentire a mio agio fin dal primo momento. I dirigenti, poi, sono straordinari: il presidente e uno dei suoi collaboratori sono sempre presenti agli allenamenti e tutti si danno davvero un gran da fare. Approfitto per ringraziare anche Claudio Pupin (allenatore dei portieri) e Daniele Quattrini (preparatore atletico) per la grossa mano che mi hanno dato durante la preparazione. E poi vorrei sottolineare la professionalità del capitano Mereu: un esempio per tutti».

Prima di Bordano tu hai sempre lavorato in Carnia: hai trovato differenze tra Carnia e G1emonese?
«Sostanzialmente no, passione e impegno sono gli stessi. Ecco, se devo rilevare una diversità, questa sta nei giocatori: da queste parti mi sembrano più disponibili a livello di sacrificarsi e migliorarsi in allenamento, ma naturalmente non bisogna generalizzare».

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