Quattro reti nel secondo tempo e il Fusca va in semifinale

PALUZZA-FUSCA 0-4

GOL: st 8′ Zamolo, 11′ Nenis, 40′ Zamolo, 49′ Nicolò Plozner (rig.).
PALUZZA: Gortan, Marco Bellina, Muser, Cacitti, Urbano, Quaglia, De Toni (22’ st De Crignis), Englaro (20’ st Di Centa), Malattia, Thomas Bellina, Facci (12’ st Mentil). A disposizione: Puntel, Ortis, Zanier. All. Max Brovedani.
FUSCA: Zozzoli, Lessanutti, Leschiutta (19’ st Dereani), Iaconissi, Matteo Plozner (27’ st Muner), Voltan, Nenis, Screm, Rocco Gobbi (1’ st Zamolo), Cristofoli (32’ st Nicolò Plozner), Diego Peresson. A disposizione: Nodale. All. Cristian Gobbi.
Arbitro: Marcato di Tolmezzo.
Note: ammoniti Cacitti e Thomas Bellina. Angoli 3 a 0 per il Fusca. Recupero: 1’ + 5’.

di MASSIMO DI CENTA

PALUZZA Nel rispetto del pronostico, sarà il Fusca una delle quattro semifinaliste della Coppa di Terza, dopo il netto 4 a 0 sul campo del Paluzza. Diciamo subito che la parola “netto” è riferita all’entità del punteggio e non a come è stato l’andamento del match, perché il primo tempo è vissuto su un grande equilibrio e, anzi, a tratti, la squadra di casa è piaciuta di più sul piano della manovra: non bisogna dimenticare, infatti che, in campionato, tra il Fusca (primo) e il Paluzza (terzultimo) ci sono 20 punti di distacco. Va altresì precisato, però, che la squadra ospite era largamente rimaneggiata, con Zamolo e Muner inizialmente in panchina perché non al cento per cento, Migotti squalificato e De Toni e Duriavigh indisponibili. Nel Paluzza (assenti Zammarchi e Giacchetto) si rivedono dopo tanto tempo Andrea Quaglia (che parte titolare) e Patrick Di Centa (che si accomoda in panchina).
Fin dalle prime battute si vede subito che il Paluzza non è quello molle, distratto e senza voglia travolto domenica dal Trasaghis, mentre gli arancioni di Cristian Gobbi non possono essere brillanti e funzionali come quelli che dominano il campionato in coppia col Verzegnis. Interpreti diversi non possono assicurare lo stesso tipo di intesa, non tanto per la qualità individuale, quanto per un gioco corale che si basa su meccanismi collaudati e funzionali che non si inventano in una mezza partita. Un po’ per questo motivo, insomma, un po’ perché il Paluzza ce la mette tutta e ha risposte positive quasi da tutti, nella prima frazione le due formazioni si equivalgono. Non ci sono occasioni vere e proprie: qualche buona intenzione (non tantissime, in verità), qualche forzatura e qualche tiro da lontano, tutti senza grandi pericoli per i portieri.
Il copione, insomma, sembra quello della gara di campionato giocata sempre su questo campo a inizio giugno, quando l’undici di Gobbi dovette attendere l’ora passata di gioco prima di trovare il vantaggio con Diego Peresson, il cui gol  fu l’unico di tutta la partita.
Nella ripresa, la gara si sblocca subito, all’8’: è Zamolo (entrato dopo la pausa) che nel cuore dell’area avversaria trova il colpo di testa vincente su una punizione battuta dalle tre quarti. Passano solamente 3’ ed ecco il raddoppio: Nenis (uno dei più vivaci dei suoi) va via sull’out di destra e il suo spunto si conclude con il diagonale che inchioda l’incolpevole Gortan e vale il raddoppio. La squadra di Brovedani accusa il colpo, naturalmente, perché due gol subiti in tre minuti, dopo la disfatta di tre giorni fa, non fanno bene proprio per niente al morale. Eppure i nerazzurri continuano a giocare, a provarci e a metà frazione hanno addirittura la possibilità di accorciare le distanze, quando Mentil, con un pallonetto dosatissimo, mette Urbano davanti a Zozzoli che è bravo a uscire con prontezza e a ribattere la conclusione del capitano del Paluzza. La partita, ormai, scivola verso la fine, senza più grandi emozioni, fino al 40’ quando Zamolo confeziona la sua doppietta con un diagonale, da destra, che non lascia scampo all’estremo difensore di casa. In pieno, recupero, infine, c’è spazio anche per il poker arancione: fallo in area di Muser sullo sgusciante Nenis e marcato concede il rigore che Nicolò Plozner trasforma con sicurezza.
Finisce qui, con il Fusca che attende di sapere chi sfiderà tra Bordano ed Edera, mentre sa già che giocherà la semifinale in casa e non essendoci i fari in Curiedi dovrà cercarsi un campo.