AMARO-PONTEBBANA 0-0
AMARO: Argenta, Valle, Edi Mainardis, Della Rovere (35’ st Marco Mainardis), De Baronio (1’ st Simeoni), Petito, Lazzara (14’ st Fadi), Terroni, Giovanni, Dell’Angelo (26’ st Saliu), Cappelletti, Lestuzzi (11’ st Bearzi). A disposizione: Tessitori, Spera, Daniele Dell’Angelo, Fior. All.: Ivan Timeus.
PONTEBBANA: Bricchi, Della Mea, Darko Misic, Varosi, Sciascia, Rosic, Piroli (17’ st Venturini), Michele Buzzi, Donadonibus (30’ st Missoni), Eddaoui (1’ st Matiz), Aleksandar Misic (26’ st Di Rofi). A disposizione: Alex Vuerich, Malmassari, Macor, Luca Vuerich, Micelli. All.: Luca Del Bianco.
Arbitro: Muiesan di Gradisca d’Isonzo.
Note: espulsi Edi Mainardis (24’ st) per fallo da ultimo uomo e Saliu (40’ st) per proteste. Ammoniti Lestuzzi, Aleksandar Misic, Michele Buzzi. Angoli 2 a 2. Recupero: 3’ + 5’.
di MASSIMO DI CENTA
AMARO La classica partita nella quale entrambe le squadre, alla fine, hanno qualcosa per cui recriminare e visto che le motivazioni sono plausibili per entrambe, allora significa che il pareggio è giusto. Recrimina la Pontebbana che gioca dal 24’ della ripresa in undici contro dieci e poi gli ultimi 10’ (dal’85’ al 95’ per il recupero) addirittura in undici contro nove, senza riuscire a far valere la propria superiorità numerica. Ma può recriminare anche l’Amaro che nel finale avrebbe a disposizione il match point che invece rimane solo una nota di cronaca e niente più. Le emozioni più grandi sono in pratica concentrate negli ultimi 25’, troppo poco per catalogare questa partita tra quelle memorabili, anzi…
Formazioni iniziali che non pongono particolari problemi ai due allenatori: Timeus non ha nessuna assenza, mentre Luca Del Bianco deve rinunciare alo squalificato Marcon, ma ritrova in panchina Matiz, che entra nella ripresa e fa capire quanto siano mancati alla squadra i suoi guizzi, il suo mestiere, i suoi gol. Manca la controprova, ma siamo pronti a giurare che “Molla” la davanti avrebbe fatto comodo eccome…
Nel primo tempo il cronista può tranquillamente parlare in tribuna con il suo vicino, tanto non succede davvero nulla che possa attirare l’attenzione, ad eccezione della maglia della Pontebbana, che come seconda opzione sfoggia una divisa tutta rossa arrivata ieri e subito indossata. Un po’ il caldo e un po’ la paura di prendere gol producono un primo tempo di calma piatta. La Pontebbana fa un pochino più possesso ma è roba solo per le statistiche, visto che ai fini pratici non succede davvero nulla.
La ripresa, dopo una manciata di minuti, offre subito lo spunto per consumare un po’ d’inchiostro sul block notes fino a quel momento bianco: uno spunto di Lazzara sull’out di destra recapita a pochi metri dalla porta un traversone velenoso, sul quale Lestuzzi non arriva per un soffio. Sono poi Bearzi e Giovanni Dell’Angelo a portare lo scompiglio nell’area della Pontebbana, quando in due contro i 4 difensori avversari, si costruiscono una buona occasione, col tiro del 9 dei locali che sbatte sulla parte alta della traversa.
Al 24’ Amaro in dieci: poco dopo la metà campo Matiz è bravo a mettersi col corpo davanti a Edi Mainardis per involarsi verso la porta, costringendo il capitano biancazzurro al fallo che Muiesasn giudica da ultimo uomo. La partita potrebbe svoltare, ma la Pontebbana anziché cercare la manovra di aggiramento per sfruttare l’uomo in più si affida ai lanci lunghi, letti sempre molto bene dai difensori di Timeus. L’undici di Del Bianco alla mezzora va a segno, ma il gol realizzato da Sciascia su azione d’angolo viene annullato per fallo in attacco.
A ridosso tra il 90’ e il tempo di recupero ci sono ben tre occasioni: inizia la Pontebbana con Di Rofi bravo a prepararsi il tiro con Argenta che però salva accanto al suo palo di sinistra. Sull’immediato rovesciamento di fronte il solito geniale assist di Cappelletti mette Bearzi nelle condizioni di colpire sotto misura, con l’attaccante che però manca l’impatto con la sfera. E infine, proprio negli ultimi secondi, un contropiede ispirato dal solito Cappelletti crea un’occasione gol per Petito che si fa murare dall’uscita di Bricchi.
(foto di Alberto Cella)