Luciano Cucchiaro: «Lascio la Val del Lago, ma non è un addio definitivo»

di MASSIMO DI CENTA

Come già aveva lasciato intendere al termine della scorsa stagione, Luciano Cucchiaro abbandona la Val del Lago. La decisione è stata comunicata ufficialmente alla società nel corso dell’ultima assemblea tenutasi nei giorni scorsi. «Intanto ho deciso di prendermi un paio di anni di riposo – conferma lo stesso Cucchiaro, nome storico della società di Alesso –, poi staremo a vedere».

Quindi non è un addio definitivo?
«Personalmente non mi chiudo nessuna porta alla spalle. In questo momento è così: ho avvertito tutta la stanchezza di tanti anni in cui credo di aver lavorato con passione per questa società. Tengo a precisare che non è successo niente, non ci sono stati motivi scatenanti. Ribadisco che è una cosa mia: non sentivo più quella voglia di andare al campo, di essere presente agli allenamenti, di partecipare con lo stesso entusiasmo. Credo che possa essere fisiologico dopo tanto tempo, anche se so che magari appena ricomincerà il campionato avrò tanta nostalgia, ma per il momento è così».

Quanti anni sei stato alla Val del Lago, Luciano?

«Ho iniziato nel 2007: andavo da sempre al campo a seguire la squadra e così l’allenatore (il compianto Luca Pillinini) e il presidente (Vanni Picco) dell’epoca mi chiesero espressamente di entrare in società. Quella società in cui ho fatto anche il presidente (nel 2014 e 2015) e il vice».

Qual è il ricordo più bello di tutto questo periodo?

«Chiaramente la Coppa Carnia vinta nel 2016 resta forse il punto più alto nella storia della società, ma io sono affezionato alla promozione del 2013, quando salimmo in Seconda. Ero arrivato nel 2007 e l’anno successivo siamo retrocessi. Tornare in Seconda (vincendo il campionato) è un’emozione che non potrò mai dimenticare, forse perché, in fondo, era la “mia” prima vittoria».

Quali sono le persone alle quali ti sei più affezionato dopo tutti questi anni?

«Diciamo che di chiunque abbia fatto parte della Val del Lago conservo un bel ricordo, ma se devo fare due nomi, allora dico Thomas Piazza e Alessandro Rodaro. Nel 2007, al mio arrivo, erano giocatori e sono tuttora in società: Thomas è tesserato come giocatore e Alessandro è dirigente».

Come ti congedi (momentaneamente, almeno…) dal Carnico?
«Ringraziando di cuore, senza retorica, tutti quelli che hanno lavorato con me per la Val del Lago, tutti gli avversari con i quali credo ci sia un rapporto di stima e rispetto reciproci maturati negli anni e infine la stampa che segue questo movimento ed ha contribuito a farlo crescere e a farne un elemento importante per il territorio».

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