di MASSIMO DI CENTA
A volte ritornano, si dice in questi casi, ovvero i casi come quelli di Giacomo Micelli, il nuovo centrocampista che il Cavazzo ha preso dal Tolmezzo. Per lui si tratta della seconda volta nel Carnico, dopo l’esperienza con la maglia della Folgore nel 2022 ed anche quella volta c’era stato di mezzo un infortunio: «È vero – conferma – solo che quella volta la permanenza durò meno, perché a fine agosto tornai a Tolmezzo. Era l’anno della finale di Coppa con il Villa giocata a Tarvisio».
Stavolta, invece, andrà più per le lunghe, disputerai tutto il Carnico, non è vero?
«Eh sì: ad ottobre in allenamento mi sono infortunato al ginocchio e tra intervento e tempi di completo recupero sarei stato pronto per fine aprile, ovvero quando la stagione dell’Eccellenza volge al termine. E così quando il ds del Cavazzo Max Di Giusto mi ha proposto di vestire la maglia viola con la possibilità di recuperare non ho saputo dire di no, grazie anche al consenso della società e del mister Radina».
Una decisione che però ha anche risvolti affettivi…
«Beh, è chiaro: la possibilità di giocare con mio fratello Luca ha influito molto, sarà uno stimolo in più. Abbiamo giocato pochissimo insieme. Era l’anno del Covid e la stagione finì subito per la sospensione dell’attività agonistica. Anche perché così saranno contento i miei genitori: papà Antonio e mamma Francesca potranno finalmente vederci giocare insieme. Nel periodo che Luca era a Buia vedevano laggiù il primo tempo e poi venivano a Tolmezzo a vedere me nel secondo».
Ma Luca ti ha parlato un po’ del Cavazzo?
«Sul Cavazzo c’è davvero poco da scoprire, è una società ben organizzata e ben strutturata, competitiva al massimo e proprio per questo adatta a quelle che sono le mie esigenze. Giocare in una squadra che lotta per vincere dà motivazioni e stimoli fortissimi e questo mi aiuterà tanto per quanto riguarda il ritorno alla piena efficienza fisica. Fermo restando che il Carnico resta comunque un torneo difficile: il livello tecnico e l’ambiente sono diversi dall’Eccellenza, è chiaro, ma ci vogliono impegno e preparazione adeguati. Il fatto di giocare d’estate su campi bellissimi e con tanta gente a vedere le partite è un aspetto che mi piace molto».
Ti è dispiaciuto lasciare il Tolmezzo nel pieno della stagione?
«A Tolmezzo ho fatto tutte le giovanili e 12 anni di prima squadra: credo sia più che sufficiente per spiegare l’attaccamento che ho per tutto l’ambiente, i compagni. I dirigenti, i tifosi, quelli attuali e quelli passati. Tolmezzo è un bel pezzo della mia vita e in questi mesi in cui dovrò stare lontano dagli spogliatoi del “Fratelli Ermano”, dentro di me ci sarà sempre tanta nostalgia».
(nella foto Micelli firma l’accordo con il Cavazzo)