Stefano Reputin: «Al Real per rimettermi in gioco»

di MASSIMO DI CENTA

A 43 anni compiuti Stefano Reputin ha ancora voglia di togliersi qualche piccolo sfizio. Gli ultimi tre anni alla Folgore sono stati vissuti tra la soddisfazione dei primi due (uno scudetto e una Supercoppa) e un pizzico di delusione per quanto riguarda l’ultima annata. «In effetti – conferma l’attaccante – il 2025 non è stato il massimo: ho avuto, è vero, qualche problema fisico, ma anche quando stavo bene ho avuto poche possibilità di scendere in campo».

Per questo quindi hai accettato la proposta del Real?
«Avevo capito che la Folgore aveva fatto altre scelte, che rispetto nella maniera più assoluta, e siccome le offerte non mi sono mancate ho scelto il Real. Qualcuno diceva che non avevo più voglia, ma posso assicurare che non è così. La voglia di allenarmi e giocare c’è ancora».

Tu sei stato una dei campioni d’Italia juniores nel 2003 con il Tolmezzo, autore, tra l’altro, del gol decisivo nei supplementari: ti aspettavi magari una carriera più importante?
«Non nego che è così. Avevo vent’anni all’epoca e le prospettive non mancavano. Uno sogna, ha mille speranze, ma poi a volte la realtà è diversa. Comunque ho avuto le mie soddisfazioni: qualche apparizione col Tolmezzo in prima squadra, poi Venzone, Riviera, Majanese, Pagnacco e alla fine l’approdo nel Carnico, con il ritorno alla squadra del mio paese, la Velox, e infine la Folgore».

Ma perché i ragazzi carnici hanno tante difficoltà a fare carriere di un certo rilievo?
«Io sono più che convinto che in Carnia ci sono stati e ci siano ragazzi veramente bravi, che meriterebbero almeno una possibilità. Davvero non riesco a spiegarmi questo fatto. Certamente, la marginalità del territorio non ci offre molte possibilità di essere notati, in più, la gente carnica è chiusa, diciamo che il carattere a volte può essere penalizzante».

Come è maturata la scelta Real?
«Come detto, avevo altre offerte, ma ho preferito i biancorossi perché (senza nulla togliere ad altri) sono in Prima. Visto che ho deciso di rimettermi in qualche modo in gioco il livello deve essere alto. Sono guarito dalla pubalgia e ce la metterò tutta per presentarmi al via della stagione in forma».

Che promesse ti senti di fare?
«Alla mia età si è consapevoli dei problemi che si possono incontrare, quindi inutile parlare a vanvera. Unica cosa che mi sento di poter promettere alla mia squadra, tanto, tanto impegno e lavoro sul campo, quello che ho sempre messo in ogni posto dove sono andato. Alla fine l’unica parola che conta sarà quella del campo».

 

Subtitle

Per la tua pubblicità

Some description text for this item

Subtitle

Instagram

Some description text for this item

Subtitle

TECHNICAL PARTNER

Some description text for this item