di MASSIMO DI CENTA
Sarà ancora Francesco Moser a guidare la Velox nella prossima stagione nel campionato di Prima Categoria. Il tecnico di Paluzza è al suo terzo anno a Paularo e i risultati sono decisamente positivi: «In verità – ricorda il mister – potevamo essere andati su già nel 2024: avevamo una buona squadra ed io ero convinto che ce l’avremmo fatta. E invece, nello spareggio, il Lauco è stato più bravo di noi».
Male di poco, avete dovuto aspettare solo un anno. Che campionato vi aspetta?
«Personalmente non mi nascondo le difficoltà della categoria e l’obiettivo minimo deve essere la salvezza. La società non mette pressione, non ha l’assillo del risultato ad ogni costo ma è chiaro che ci tiene a far bene. I giocatori, invece, sono più ambiziosi. Lo scorso anno non abbiamo mai perso: ricordo che l’eliminazione nelle due Coppe arrivò dopo i calci di rigori. Questo forse ha fatto aumentare l’autostima del gruppo. Io dico che bisogna essere cauti: vediamo quale reazione avremo dopo la prima sconfitta».
Una società che ha le idee molto chiare in fase di programmazione, è vero?
«Innanzi tutto è una società molto attiva, con dirigenti che non fanno mai mancare la loro presenza. Sono in molti a occuparsi delle vicende della squadra. Il fatto di voler allestire un gruppo con tutti i giocatori del paese è una linea che mi trova assolutamente d’accordo, anche perché dà un senso al lavoro che viene fatto a livello di settore giovanile. Quello che invece mi sorprende è che il paese non segua molto la Velox nonostante, come si diceva, ci siano tutti ragazzi locali e quelli che vengono da fuori hanno comunque un legame con questo territorio».
Non è stato un mercato da grandi colpi quello impostato dalla dirigenza, che ne pensi?
«Gli arrivi “pesanti” ci sono stai lo scorso anno, per questo credo che la conferma di Saccomano, Zanin, Mereu e Cristian Ferigo rappresenti un buon investimento. In più sono arrivati giocatori che vanno a coprire qualche ruolo in cui eravamo un po’ carenti. Sono operazioni importanti, anche se non c’è stato il colpo clamoroso».
Non avete iniziato prestissimo la preparazione: perché?
«Il fatto di essere più o meno gli stessi dello scorso anno non mi impone fretta per approfondire le conoscenze. In più, sono tutti ragazzi che d’inverno non se ne stanno sul divano, ma cercano comunque di fare qualcosa per mantenersi in forma».
Andrai avanti col tuo modulo collaudato?
«Diciamo che la caratteristiche dei singoli portano inevitabilmente a schierarsi con un 4-3-3, che potrà essere variato dal centrocampo in su, con la difesa a 4 che resta però imprescindibile».