di MASSIMO DI CENTA
Il Lauco riparte dopo la delusione dello scorso anno, con il ricordo ancora vivo di una retrocessione che ancora sta sullo stomaco a tutto l’ambiente. «È vero – ribadisce il riconfermato allenatore Angelo Spiluttini – la retrocessione nell’ambiente era messa in preventivo. Io e i miei ragazzi l’abbiamo vissuta malissimo e tuttora non è stata ancora digerita. E pensare che fino a fine agosto eravamo salvi meritatamente, poi abbiamo mollato mentalmente e anche fisicamente nell’ultima parte di campionato, soprattutto dopo le sconfitte fuori casa contro il Villa e l’Ovarese. Siamo solo riusciti a fare l’impresa del pareggio in casa del Cavazzo, ma purtroppo non è bastato».
Ci sarai ancora tu sulla panchina del Lauco. Non sembrava così scontato e invece hai deciso di rimanere: perché?
«Ho deciso di rimanere a Lauco ancora un anno e sicuramente su questa scelta ha pesato non poco la retrocessione. Era doveroso rimanere dopo il finale negativo e in tutta sincerità posso confermare che se ci fossimo salvati avrei sposato un altro progetto a me molto caro».
La società si è data abbastanza da fare sul mercato: sei soddisfatto dell’organico a disposizione?
«Insieme alla dirigenza abbiamo voluto ringiovanire la rosa e fare solo alcuni acquisti mirati per alzare ancora l’asticella del livello della rosa. Gli arrivi di Corva, Esteban Falcon, Artico, Federico Giualiattini e Ciesch vanno letti in quest’ottica, assieme al percorso di formazione che abbiamo pensato per il 2009 Tommaso De Campo. Inoltre seguiremo con curiosità anche Vasili Cupcea, un ragazzo che ha giocato a calcio a 5 ma mai a calcio a 11. Aveva piacere di provare con noi e lo abbiamo tesserato».
A livello di obiettivi cosa dici? Pensi che la tua squadra possa inserirsi nel giro promozione?
«Come neo retrocessi sappiamo che abbiamo questo dovere e questa responsabilità, oltre a tanta voglia di tentare subito la risalita nella massima categoria. Ma allo stesso tempo sappiamo che ci sono altre squadre più attrezzate di noi (Castello e Val del Lago su tutte, per esempio) e siamo consci del fatto che la Seconda Categoria è durissima e proporrà la solita classifica “compressa”: ci sarà pochissimo divario fra la zona promozione e la zona salvezza. Il segreto per un campionato di vertice sarà la costanza nei risultati e la continuità nell’arco di tutta la stagione».