Alberto Brollo resta al Timaucleulis: «Dove si sta meglio che sot la Crete?»

di MASSIMO DI CENTA 

La prossima stagione sarà per Alberto Brollo la terza sulla panchina del Timaucleulis. Rendimento quasi identico nei due anni precedenti: 28 punti nel 2024 e 32 nel 2025. Un crescita minima insomma, ma l’allenatore vede comunque segnali di progresso.
«La stagione scorsa – specifica il mister – dal punto di vista delle prestazioni, è stata sicuramente positiva. Siamo migliorati molto nel gioco e nell’interpretazione delle partite. Le prestazioni negative sono state veramente poche e tutto sommato fisiologiche. Quello che è mancato è stata sicuramente la capacità di capitalizzare le buone prestazioni, che ci ha portato a lasciare per strada molti punti, che avrebbero rappresentato meglio la differenza con l’anno precedente».

Ti aspettavi qualcosa di più dal mercato? Non ci sono stati grandi arrivi, niente di clamoroso insomma: sei d’accordo?
«In realtà non sono proprio molto d’accordo. Il mio obiettivo, insieme alla società, è duplice. Ringiovanire la squadra e riportare giocatori, originari del luogo, che militano in altre società o che non giocano da qualche tempo, di nuovo tra le file del Timaucleulis. Il nostro mercato quindi ha avuto più una visione rivolta al futuro che su obiettivi di breve termine e quindi di maggiore impatto verso l’esterno. Grazie anche alla collaborazione con i settori giovanili della vallata direi che possiamo ritenerci soddisfatti».

Timau, come tante realtà della Carnia, è sempre più in difficoltà dal punto dei vista dei numeri? Che soluzioni vedresti?
«Per rispondere non posso che ricollegarmi alla seconda domanda. Le scelte che stiamo facendo vanno nella direzione di creare una squadra che possa rinnovarsi continuamente e durare nel tempo. Personalmente ho avuto la fortuna di cominciare ad allenare in un settore giovanile. È un’esperienza in cui devi essere disposto a fare un lavoro che può non avere un riscontro immediato, i cui frutti si vedono dopo qualche anno e sarà qualcun altro a raccoglierli. Quindi la speranza è di creare un circolo virtuoso che porti il Timaucleulis a consolidare la propria rosa anno dopo anno, in cui si potrà avere un ricambio fisiologico degli allenatori, che non andrà però ad incidere sulla qualità della squadra. Se saremo bravi a fare questo non ci sarà necessità di percorrere la strada di un eventuale fusione, almeno per quanto riguarda questa società».

Però a Timau sei rimasto volentieri, non è così?
«E dove si sta meglio che “sot la Crete”? Sono davvero soddisfatto e ringrazio la società per la fiducia e la stima che mi ha dato e che continua a darmi».

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