Francesco Nodale: «Il Trasaghis potrebbe essere una piacevole sorpresa»

di MASSIMO DI CENTA

Francesco Nodale e la dirigenza del Trasaghis, durante la presentazione della squadra avvenuta qualche giorno fa, si sono detti fiduciosi riguardo la prossima stagione. Scendendo più nel particolare abbiamo rivolto qualche domanda proprio all’allenatore dei biancoverdi.

Allora Francesco, avete perso qualche giocatore importante, ma ne sono arrivati altri: sei soddisfatto del mercato della società? E, secondo te, vi siete rinforzati o indeboliti?
«Devo dire – risponde il mister – che c’è soddisfazione per i giocatori importanti che siamo riusciti a trattenere rispetto al rimpianto di chi ha deciso di provare nuove esperienze; auguro loro il meglio e li ringrazio per il prezioso apporto dato la scorsa stagione. Credo che chi è rimasto sia in grado di dare continuità sposando lo spirito del “progetto Trasaghis”, quello di costruire in primis un gruppo che sia base solida per I prossimi anni, cercando di dare un’identità propria alla squadra, col piacere di stare assieme e di divertirsi dentro e fuori dal campo. La società quest’anno ha avuto la possibilità di muoversi sul mercato in tempo, mentre ciò non era stato possibile l’anno passato. Sono molto soddisfatto dei nuovi arrivi che vanno ad arricchire tutti i reparti, frutto del grande lavoro dei ds Tiziano Picco ed Edilio Toffoletto. Ci siamo sicuramente rinforzati: giocatori come Federico Vaccaro per il reparto difensivo, che ha scelto Trasaghis nonostante molte offerte da squadre di categoria superiore, e il giovane Michele Di Giusto per il reparto offensivo, sono garanzia che l’asticella si è alzata. Inoltre abbiamo aggiunto esperienza con gli arrivi di Davit Di Bez (Val del Lago), Ferdinando D’Amato e Serafino Mazzei (Castello) per citarne alcuni, ma anche portato freschezza con dei giovani di prospettiva come Marco Soprano (Moggese) e Filippo Trevisini dal mondo amatoriale. Sempre dagli amatori, sponda Venzone, sono arrivati Jerry Picco e Thomas Copetti, già ben integrati nel gruppo. C’è infine curiosità per l’arrivo di Simone Pizzamiglio dal calcio regionale (ex capitano del Centro Sedia classe 1993)».

So che avevi avuto qualche proposta da altre società, alla fine perché sei rimasto a Trasaghis?
«Perché ho compreso la piena fiducia che mi ha dato la società e perché la stagione passata ha lasciato l’amaro in bocca a tutti: dopo una prima parte di campionato accettabile con la soddisfazione della semifinale di Coppa raggiunta e giocata con grande cuore, poi sono mancati risultati, stimoli e motivazioni. Il grande lavoro sul mercato mi ha convinto e fa ben sperare per la stagione che verrà».

Questo sarà il tuo secondo anno a Trasaghis, quindi un’idea ce l’avrai sicuramente: cosa ti piace e cosa ti piace meno dell’ambiente?
«Mi piace molto lo spirito di collaborazione e la voglia di fare di tutte le persone che fanno parte della dirigenza e della società del Trasaghis, ben guidate dal presidente Di Giusto; è raro trovare un ambiente solido  e organizzato come questo. Se a livello societario c’è molto attaccamento al paese e alla maglia, manca forse lo stesso entusiasmo tra i calciatori, che sono pochi del paese. È una sfida cambiare la mentalità “amatoriale” e creare uno “zoccolo duro” di giocatori che mettano il Trasaghis calcio al primo posto con serietà, come succede invece nelle realtà della Val del But, dove sono cresciuto. Purtroppo la concomitanza del Campionato Carnico con gli amatori del Collinare crea spesso disagi da ambo le parti».

Quali ambizioni potrà nutrire la tua squadra?
«Credo che potremmo essere una piacevole sorpresa. Sulla carta di compagini più quotate in Terza Categoria quest’anno ce ne sono. molte ma l’ultima parola spetta sempre al campo».

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