di MASSIMO DI CENTA
Franco Romano e l’Ancora è una storia che continua. La società evidentemente è molto soddisfatta del mister che nei due anni a Pesariis ha ottenuto una promozione dalla Terza, nel 2024, e una salvezza in Seconda che non è stata mai messa in dubbio nell’arco dello scorso campionato. Se la società è contenta, altrettanto lo è Romano: «Io mi sento a mio agio – conferma l’allenatore -. Come ho già detto molte volte in questi anni, ho trovato un ambiente molto sereno e accogliente e non è solo questione di risultati, ma di metodo per il loro raggiungimento, con i giusti modi e i giusti mezzi».
Vi apprestate a ripartire da un campionato, quello scorso, in cui avete conquistato una salvezza tranquilla. Anzi, a un certo punto la zona promozione non era lontana: cosa vi è mancato per il salto di qualità?
«Il podio è stato raggiunto dalle squadre che hanno viaggiato al ritmo giusto e con continuità, qualità, quest’ultima, che è mancata alla mia squadra e soprattutto al sottoscritto, perché non bisogna dimenticare che è giusto che ognuno abbia le proprie responsabilità».
È arrivato qualche nuovo giocatore?
«Innanzi tutto vanno sottolineate le partenze: Emanuele Bearzi e Alessio Straulino erano giocatori importanti, ma naturalmente rispettiamo le loro scelte. Per quanto riguarda gli arrivi, ci sono due ragazzi provenienti dall’Ovarese e cioè il centrocampista Thomas Collinassi e il difensore Matteo Capellari. A centrocampo altri due arrivi: il ritorno di Matteo Zanon e Francesco Eicher. Infine un rinforzo anche per l’attacco, ovvero Raffaele Mormile».
Il mercato, quindi, ti ha soddisfatto?
«Sì, ma la fatica per trovare giocatori è stata veramente tanta».
Una comoda salvezza anche quest’anno?
«Di comodo in Seconda c’è ben poco. Per la salvezza ci siamo attrezzati e ci stiamo impegnando, ma è giusto puntare a qualcosa in più, partendo da una continuità di rendimento e quindi di risultati».
Vuoi fare un’ultima considerazione, magari di carattere generale?
«Vorrei esprimere un pensiero, prendendo spunto dalla mia sempre più marcata disaffezione per il “grande calcio”: ecco, ritengo che il nostro movimento dia un grande esempio a quello che è l’attaccamento ai valori dello sport inteso come attività di aggregazione e svago. Per questo auguro a tutti un buon campionato».