Davide Pittoni: «Chi gioca a Cercivento deve metterci il cuore»

di MASSIMO DI CENTA

Dopo due anni con la Moggese (promozione in Seconda Categoria e Coppa di Terza nel 2024, salvezza lo scorso anno), Davide Pittoni ha deciso di cambiare aria e da quest’anno sarà sulla panchina del Cercivento. Una scelta nata dall’intesa immediata e spontanea col nuovo presidente granata Max Martina. «È andata proprio così – spiega lo stesso Pittoni -. Quando mi sono incontrato col presidente sono bastati pochi minuti per decidere. Lui e io la vediamo allo stesso modo: ci deve essere una forte senso di identificazione tra il paese e la squadra, soprattutto per quelle squadre che io definisco di confine, come la nostra, perché magari sono lontane da quelle che possono permettersi certi organici. Ecco, queste squadre devono metterci soprattutto il cuore e il cuore, a volte, fa miracoli».

Ti ritieni soddisfatto della rosa a tua disposizione?
«Non sono intervenuto sulle vicende di mercato, perché sono stato subito d’accordo sul fatto di puntare su gente a cui sta a cuore l’ambiente prima di tutto, il sentirsi di e del Cercivento al cento per cento. Nel nostro calcio l’attaccamento alla maglia è importante quanto la tecnica».

Quindi non hai chiesto niente, nemmeno un giocatore?
«No, anche perché questo fa parte del mio modo di interpretare il ruolo di allenatore: lavorare con quello che si ha, cercando di ottimizzare e migliorare le risorse umane che si hanno a disposizione».

Che gruppo hai trovato?
«Ci stiamo conoscendo piano piano, per il momento caratterialmente, e poi lavoreremo sul modulo. Intanto ragioniamo su una difesa a 4 ma non è detto che sia la soluzione definitiva. Ho gente in gamba che potrà garantirmi diverse alternative».

Parli di gente in gamba: a chi ti riferisci?
«Innanzi tutto alla vecchia guardia, come Devid Morassi, Dylan De Toni, De Conti, Di Lena, Accaino, poi i nuovi Tremonti e Plazzotta. E poi voglio assolutamente recuperare Loris Vezzi dopo il periodo difficile che ha attraversato. Ho fatto alcuni nomi, ma per me tutti sono importanti allo stesso modo, perché è questo il senso del gruppo».

Dove potrà arrivare questo Cercivento?
«Negli ultimi anni la promozione è stata sfiorata: la squadra, insomma è lì, quasi pronta, per superare l’ultimo step che a volte è solo mentale. Per abitudine non faccio proclami, non è proprio nella mia filosofia. Non so dove potremo arrivare, ma le premesse per far bene ci sono ed io sono fiducioso».

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