Peresson risolve per il Fusca il complicato pomeriggio di Paluzza

PALUZZA-FUSCA 0-1

GOL: 17′ st Peresson.
PALUZZA: Gonano, Marco Bellina, Mathias Muser, Cacitti, Urbano, Morocutti, Malattia, De Crignis (25’ st Thomas Bellina), Englaro (40’ st Lorenzo De Toni), Bortolotti (15’ st Mentil), Facci (27’ st Raffaele Meneano). A disposizione: Zanier, Lazzara. All. Max Brovedani.
FUSCA: Zozzoli, Dereani (1’ st Blanco), Muner (15’ st Peresson), Migotti, Iaconissi, Voltan, Sorem, Duriavigh, Leschiutta, Cristofoli, Gabriele De Toni. A disposizione: Candotti, Della Monica, Francescatto, Nenis, Matteo Plozner, Lessanutti, Rocco Gobbi. All. Cristian Gobbi.
Arbitro: Esposito di Tolmezzo.
Note: ammoniti De Crignis, Voltan, Iaconissi e Lorenzo De Toni. Angoli 15 a 0 per il Fusca. Recupero: 3’ + 4’.

di MASSIMO DI CENTA

PALUZZA Alla fine i tre punti arrivano per il Fusca, ma quanta fatica! La capolista si è trovata di fronte a una di quelle partite (e ce ne saranno altre in stagione) che sembrano facili in partenza e invece via via che i minuti passano si complicano, perché non si riesce a segnare, tutti cercano la soluzione personale e l’assalto, alla fine, toglie la lucidità necessaria per sfruttare la differenza di valori rispetto agli avversari. Intendiamoci, il Fusca ha avuto tantissime occasioni per sbloccarla, ma un po’ le belle parate di Gonano, un po’ la frenesia, un po’ la scarsa precisione sotto porta hanno tenuto la contesa in bilico fino all’ultimo e, anzi, al 92’ una punizione di Thomas Bellina dal limite ha colpito la parte alta della traversa nei pressi del sette alla sinistra di Zozzoli.
Il primo tempo ha subito chiarito quello che sarebbe stato il copione tattico della gara: Fusca avanti tutta e Paluzza a difendersi. Nei primi minuti due conclusioni da fuori degli arancioni obbligano Gonano a due deviazioni in corner niente affatto semplici. Poi è Leschiutta ad avere un paio di buone occasioni ma al momento di concludere tentenna e la difesa libera. Lo stesso Leschiutta, a metà frazione, raggiunto sul secondo palo da un bel servizio da sinistra di Duriavigh mette alto da buona posizione. A proposito di Duriavigh, il biondo centrocampista del Fusca è sicuramente uno dei più positivi dei suoi nel primo tempo, perché vigila bene la sua zona, copre e spinge ed è sempre molto ligio alle consegne tattiche. Nel frattempo Leschiutta continua ad essere il più pericoloso dei suoi, come alla mezzora, quando, in mezza rovesciata su un preciso assist di Screm da destra, trova ancora la deviazione di Gonano che mette in angolo. Da quasi tutti gli angoli del primo tempo (e saranno ben 10) il Fusca trova qualcosa di potenzialmente pericoloso, ma manca sempre qual pizzico di precisione, anche perché l’area è troppo intasata e spesso sono gli stessi giocatori del Fusca che si ostacolano tra loro, come fa capire Iaconissi che ad ogni corner, tornando nella sua posizione di difesa, brontola mica poco. Nei minuti finali del primo tempo l’assedio all’area del Paluzza si fa pressante: Gabriele De Toni mette fuori di un niente un cross al bacio di Migotti, poi Morocutti saltando tocca la palla con un braccio ma la distanza tra lui e Cristofoli che aveva colpito di testa è davvero troppo poca per poter indurre il bravo Esposito a concedere la massima punizione. Massima punizione che invece il direttore di gara concede al 45’, con Morocutti e Cristofoli ancori protagonisti: il difensore del Paluzza spinge “Gabigol” alle spalle ed Esposito indica il dischetto. Ora, qui, c’è il solito discorso dell’intensità della spinta. Dalla tribuna non sembrava così clamorosa, anche perché Cristofoli non è un fuscello (anzi) e soprattutto è uno che ha mestiere, mettiamola così. Rigorino che Muner tira alto sopra la traversa, facendo intuire cattivi presagi, con quelli del Fusca che rientrando negli spogliatoi ripetono “Non è giornata”.
E la stessa cosa pensano nei primi 15’ della ripresa, perché continuano a pascolare nella metà campo del Paluzza senza schiodare il nulla di fatto. Gobbi allora mette mano alla panchina e butta sul terreno Peresson. Il ragazzo è figlio d’arte (papà Rino ha scritto pagine di storia del Fusca) e pensa benissimo di scriverlo anche lui il suo paragrafetto di storia arancione, al 17’, quando segna il gol decisivo della contesa: calcio d’angolo da sinistra, Voltan a centro area colpisce di testa e sempre di testa Peresson inzucca in rete. Si pensava che una volta sbloccato il risultato il più fosse fatto e invece, macché, il Fusca un po’ rallenta, un po’ gestisce, continua a sbagliare qualcosa e così il risultato resta in bilico, col brivido finale della traversa di Thomas Bellina, come detto. Al triplice fischio di Esposito, per il Fusca tre punti che allungano la serie vincente e valgono ancora la vetta in coabitazione col Verzegnis, per il Paluzza l’onore delle armi che in partite contro squadre oggettivamente più forti non cambia la classifica ma fa bene al morale e all’autostima.

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