Maurizio Colosetti dopo l’infortunio: «Ora dovremo trovare una soluzione-tampone»

di MASSIMO DI CENTA

È un Maurizio Colosetti amareggiato ma non avvilito quello che sentiamo dopo il grave infortunio subito venerdì scorso durante la seduta di allenamento della sua Nuova Edera.
Allora Maurizio, cosa è successo?
«Stavo spiegando ai miei difensori una situazione di uscita da dietro – ricorda – quando improvvisamente ho sentito un colpo secco sopra il tallone. Ho chiesto a un mio giocatore se mi avesse involontariamente colpito. Quando lui mi ha detto di non avermi neanche sfiorato, mi sono reso subito conto che si trattava sicuramente del tendine di Achille. Diagnosi poi confermata all’ospedale di Tolmezzo. Parziale rottura, recita il referto medico; mi hanno messo un gambaletto gessato e ora sono in attesa dell’intervento programmato per questa settimana».

Per la Nuova Edera si presenta quindi un problema allenatore?
«Sicuramente, anche perché davvero non so quanto possano essere lunghi i tempi di recupero. In giornata faremo una video riunione (anche perché io non posso muovermi) col presidente, il vice e il direttore sportivo per valutare la situazione. L’idea è quella di trovare una soluzione-tampone per i primissimi tempi, poi magari se a luglio o agosto potrò garantire almeno la mia presenza al campo, senz’altro sarebbe già un bel passo avanti».

La tua assenza sarà comunque importante; sei d’accordo su questo?
«Chiaramente: siamo nati quest’inverno, ci alleniamo da marzo, abbiamo fatto insieme questo percorso e credo che la squadra abbia bisogno delle mie indicazioni, della mia presenza, mi sembra normale. Anche perché non stavamo assolutamente facendo male: quinti in classifica, con una buona tenuta difensiva e ampi margini di crescita. Stavo lavorando molto sull’aspetto offensivo. Vabbè, vorrà dire che in questi giorni nei quali dovrò restarmene a casa avrò tempo per pensare quali siano le soluzioni migliori per l’attacco».