CEDARCHIS-REAL I.C. 0-1
GOL: 31′ pt Cecconi.
CEDARCHIS: Del Negro, Zanirato, Drammeh, Muffato (38’ st Di Lorenzo), Cargnello, Ilic, Carew, Jacopo Candoni (27’ st Fantin), Gollino, Segato, Puntel (44’st Sandri). A disposizione: Michael Puppis, Faccin, Simone Puppis, Tassotti, Maturi, Cisotti. All. Gilberto Buzzi.
REAL I.C.: Di Giusto, Bellina, Martini, Bertolini, Tormo, D’Aronco, Nicolò Candoni, Selenati (29’ st Leschiutta), Cecconi 36’ st Agostinis), Marin (48’ st Scarsini), Nassimbeni. A disposizione: Stefanutti, De Felice, Mori, Nardella, Reputin, De Toni. All. Francesco Marini.
Arbitro: Jessica Mecchia di Tolmezzo (assistenti Francesco Cota e Alessandro Pecile).
Note: ammonito Agostinis. Angoli 4 a 2 per il Cedarchis. Recupero: 0’ + 5’.
di MASSIMO DI CENTA
ARTA TEME Va al Real il primo round della semifinale di Coppa e così ora i biancorossi nel ritorno (il 22 luglio a Villa Santina) avranno due risultati su tre a disposizione, fermo restando comunque questa partita (come l’altra semifinale) resta apertissima d ogni risultato e questo, come di dice, è solo il primo tempo. Il Real, intanto, si prende la rivincita di domenica scorsa quando in campionato a vincere furono i giallorossi e se tutto sommato giusto fu quel risultato questo lo è altrettanto, per la capacità che hanno avuto i biancorossi di metabolizzare quel ko ed interpretare questa gara nella maniera migliore. Per il Cedarchis arriva la prima sconfitta stagionale, dopo 15 partite da imbattuto tra campionato, Coppa e Supercoppa.
Formazioni: se domenica era stato il il Real a lamentare assenze importanti, stavolta si lamenta il Cedarchis, che non ha Tassotti e Simone Puppis (in panchina a far numero ma assolutamente inutilizzabili) e nemmeno Tomat. In avanti allora rientra Segato, mentre in difesa Buzzi dà fiducia la baby Zanirato,recupera Muffato e fa il suo esordio nel Carnico Gianluca Cargnello. Marini, dall’altra parte, non ha Di Monte e il solito Mazzolini, recupera Cecconi e in più rispetto a tre giorni parte con Nassimbeni titolare e preferisce Selenati a Leschiutta. In panchina si rivedono Scarsini e Reputin.
Inizio in sordina che più sordina non si può: occasioni poche e la voglia di prendere in mano la partita da una delle due non suscita battaglie epiche ma semplici scaramucce. Tutto quello che non succede nei primi venti minuti abbandonati, si concentra attorno alla mezzora: al 27’ Carew tenta la penetrazione centrale e nei pressi dell’area va a terra dopo un contatto. Per quelli del “Ceda” il fallo è dentro, ma non è così. Il contatto (che appare falloso dalla tribuna) è fuori area, fatto sta che la Mecchia non fischia niente. Un break di Bertolini che ruba palla nella propria metà campo, si fa una quarantina di metri e poi serve Cecconi che da dentro l’area calcia alto. Subito dopo, al 31’, ecco il gol che decide la partita: Cargnello e Del Negro (che devono conoscersi meglio, visto che per ora l’unica cosa che hanno in comune è la militanza nel Tricesimo) pasticciano su quello che all’apparenza sembrava un disimpegno facile facile e invece il difensore dà una palla assassina al portiere che poi ci mette tanto di suo scodellando sui piedi di Cecconi quello che in pratica è un assist e il 9 biancorosso infila il vantaggio. Il Cedarchis non è brillante come al solito, cerca anche di giocare sul palleggio, ma soffre terribilmente il pressing e le ripartenze dei biancorossi che su una di queste potrebbero raddoppiare, ma la conclusione di Nassimbeni, cui Cecconi aveva apparecchiato una bella conclusione con un colpo di tacco va alta.
Anche la ripresa si apre con un brivido per la squadra di casa: Marin controlla sulla linea laterale un pallone difficile, lo tiene in campo con virtuosismi da equilibrista poi va sulla linea di fondo per lo scarico a un compagno che arriva in corsa ma spedisce alto. La reazione del Cedarchis è veramente poca cosa e Di Giusto non deve fare miracoli, anzi si limita davvero all’ordinaria amministrazione, come quando al 33’ para in due tempi una botta di Carew dal limite. Il Real va a segno per due volte con D’Aronco, ma in entrambi i casi l’assistente della Mecchia alza la bandierina per due fuorigioco sui quali davvero è difficile esprimere valutazioni, anche se dalla tribuna la sensazione è che almeno uno forse non c’era. Ma sono sensazioni, non certezze.
L’ultimo brivido è al primo dei cinque minuti di recupero: un cross da sinistra raggiunge Leschiutta sul secondo palo, ma la sua è una conclusione masticata che Del Negro mette in angolo.
(foto di Alberto Cella)