Il Cavazzo rimonta due gol al Cedarchis e mantiene accesa la fiammella

CEDARCHIS-CAVAZZO 2-2

GOL: pt 26′ Segato, 35′ Cargnello; st 6′ Cescutti, 46′ Ferataj.
CEDARCHIS: Del Negro, Candoni, Drammeh, Cargnello, Muffato, Cisotti, Carew (22’ st Zancanaro), Ilic, Segato (15’ st Gollino), Tomat (38’ st Fantin), Puntel (31’ st Di Lorenzo). A disposizione: Scabar, Faccin, Sandri, Pillon, Zanirato. All. Gilberto Buzzi.
CAVAZZO: Not, Valent (1’ st Urban), Cimador (38’ st Romano), Luca Micelli (16’ st Kristian Panato), Zanon, Jordan Panato (38’ st Macuglia), Zanier, Giacomo Micelli, Ferataj, Cescutti (28’ st Gallizia), Nassivera (1’ st Zammarchi). A disposizione: Ferrari, Lestuzzi, Di Biase. All. Paolo Sferragatta.
Arbitro: Borsetto di Tolmezzo.
Note: ammoniti Ilic, Carew, Tomat, Drammeh, Macuglia. Angoli 3 a 1 per il Cavazzo. Recupero 4’ + 7,30’.

di MASSIMO DI CENTA

ARTA TERME Alla fine tutto come prima dell’inizio: il Cedarchis mantiene i sette punti di vantaggio, che sono sicuramente un buon margine, ma siamo sicuri che un po’ d’amaro in bocca sarà restato ai giallorossi, che fino al 91’ erano a +10 e con tanti lembi di scudetto già cuciti sulla maglia. Il Cavazzo si è regalato ancora una piccola speranza, anche se, ripetiamo, recuperare sette punti su 18 disponibili rasenta l’impresa.

Cosa sia successo ai giallorossi nel secondo tempo resta tutto da capire, perché la squadra sicura di sé e tosta del primo tempo ha lasciato il posto a una formazione titubante, un po’ molle e incapace di sfruttare il doppio vantaggio con ripartenze pericolose: nella ripresa i giallorossi non tirano mai in porta e si invertono le parti, perché dall’altra parte il Cavazzo cresce e, perso per perso, diventa via via più spregiudicato, con Sferragatta che corregge le scelte iniziali, aumentando il peso offensivo, tutto sulle spalle di Ferataj nei primi 45’.

Si comincia tra i fumogeni giallorossi e di fronte a oltre trecento paganti, in un colpo d’occhi davvero suggestivo. Nel primo quarto d’ora non si vede un tiro in porta e il ghiaccio lo rompe Tomat che dal limite, al 16’ tira verso la porta ma non inquadra lo specchio. Lo inquadrerà una decina di minuti più tardi, trovando Not a ribattergli la conclusione, con i difensori viola davvero poco reattivi nell’andare verso il pallone che rimane in area con Segato che invece non si fa pregare per ribattere in porta il tap in dell’1 a 0. La reazione del Cavazzo si concretizza in un paio di mischie davanti a Del Negro senza però che nessun giocatore viola riesca ad essere pericoloso.
Il “Ceda” gioca sciolto, non azzarda davanti e non rischia dietro, dove Muffato e Cargnello fanno il loro dovere. In verità Cargnello fa qualcosina di più perché al 35’ trova il gol del raddoppio: su una punizione dalla tre quarti di Cisotti si crea una mischia nei sedici metri e anche questa volta la retroguardia viola non è proprio irreprensibile e così l’ex difensore del Tricesimo colpisce di testa all’indietro superando Not per la seconda volta. Lo scudetto, ora, è lì a un passo per il “Ceda” che deve solo alzare la soglia dell’attenzione sulle situazioni ingarbugliate davanti a Del Negro che corre poche situazioni di pericolo.

Nel secondo tempo ci si aspetta la reazione degli ospiti che si ripresentano con due cambi, uno dei quali (Zammarchi per Nassivera) fa capire che Sferragatta non vuole arrendersi e questo forse lo capiscono anche i suoi giocatori che dopo appena 6’ trovano il gol che riapre la contesa: punizone dal lato destro, i difensori cedarchini allontano sul lato sinistro dell’area da dove Cescutti indovina una conclusione al volo violenta e precisa che batte Del Negro, il quale può solo toccare la sfera che termina in rete. I cambi del Cavazzo sembrano portare più energia che non quelli dei giallorossi che restano passivi. Chissà, magari Pillon avrebbe avuto muscoli, centimetri e mestiere per tenere qualche palla lontano dall’area dei suoi, che con lo scorrere del tempo sembrano sempre più in difficoltà. Il Cavazzo butta balla in avanti, in cerca di un guizzo decisivo, uno dei quali sembra quello di Zanier sul quale però c’è un recupero prodigioso di Candoni, un recupero che sembra il… gol decisivo. Zanon che manca il pallone a pochi centimetri dalla linea di porta sembra l’ultimo sussulto perché manca poco alla fine e invece al 1’ di recupero ecco il pari: un tiro di Romano in mischia trova l’ultimo tocco di Ferataj che vale il 2 a 2 e ristabilisce le gerarchie con lo stesso distacco. Un’azione di Zancanaro, uno spunto di Gollino e l’ultima opportunità per Zammarchi (murato da Del Negro sul suo primo palo) animano il finale, prima che Borsetto mandi tutti negli spogliatoi, per un pareggio che serve più ai padroni di casa. Ma quel +10 a fine primo tempo chissà quante volte sarà ricordato da Buzzi e i suoi.

(foto di Alberto Cella)