di MASSIMO DI CENTA
Nella giornata di ieri, venerdì 28 agosto, è mancato, dopo una lunga malattia Manlio Fachin, 72 anni. Per tutti ad Ampezzo era semplicemente “Ghili”, così lo chiamava chi lo conosceva. Ed erano davvero molti, tutti, praticamente, quelli che lo hanno conosciuto, sia in paese che nell’ambiente del calcio. Ha gestito per anni un bar, nel quale le discussioni sul pallone erano all’ordine del giorno, con il Milan sempre in primo piano, perché dei rossoneri Manlio era un tifoso accanito. “Ghili” è stato uno spirito libero, aperto, cordiale e generoso, di quella generosità fatta non di grandi cose, ma semplicemente di attenzioni e per questo era davvero ben voluto.
La stessa generosità l’ha messa nella sua avventura da calciatore, con le maglie di Ampezzo e La Delizia: libero vecchia maniera, di quelli alle spalle della difesa a tamponare le falle di qualche compagno (e anche questo, in fondo, è un gesto di generosità…), interpretando il ruolo come si interpretava ai quei tempi, insomma.
Con lui scompare davvero un personaggio, uno di quelli che in paese verrà ricordato sempre con l’affetto che spetta a chi ha saputo farsi davvero voler bene.
I funerali saranno celebrati martedì 1 settembre alle ore 14.30 nel Duomo di Ampezzo.