Niccolini (Bordano) attacca: «Troppe scelte discutibili da federazione e arbitri»

di MASSIMO DI CENTA

Il giorno dopo la finale di Coppa di Terza Categoria che la sua squadra ha perso con il Verzegnis, il presidente del Bordano Enzo Niccolini ci ha contattato chiedendo di poter esprimere alcuni concetti: «Non mi sono espresso pubblicamente subito dopo la partita – spiega – perché avevo troppa tensione addosso e temevo di parlare sull’onda emotiva della sconfitta, ma soprattutto non volevo che le mie parole fossero interpretate come figlie della delusione».

Cosa intendi dire?
«Che il mio è un discorso che va aldilà del risultato e le mie considerazioni sono in generale. La delusione per aver perso viene dopo, credetemi».

Perciò a cosa ti riferisci?

«Al fatto che ognuna delle componenti del nostro Carnico (società, Federazione e Aia) deve farsi un importante e doverosa autocritica alla luce dei fatti. Io sono presidente da tanti anni e a questo punto mi domando: il Bordano è in Terza da molto tempo, ha perso due finali, probabilmente io non sono all’altezza di gestire una società, sbagliando quelle scelte che un presidente che gestisce un direttivo non deve commettere. Senza paura mi faccio carico di tutte le colpe, responsabilità e degli errori commessi negli anni, conscio però di aver lavorato sempre al massimo dell’ impegno personale e sopratutto portando e dimostrando rispetto a tutti».

E la stessa cosa, secondo te, allora, dovrebbero fare i dirigenti federali e i vertici arbitrali, è così?

«Esattamente. Questa mia esternazione infatti è figlia non degli episodi scandalosi delle ultime due settimane, che già basterebbero, ma bensì da innumerevoli lacune venute a crearsi nel tempo».

Nel merito?
«Tempi e modalità di recupero gare, desiderata e cambi campi accettati se va bene alla classe arbitrale, come un paio di anni fa e poi cambio registro, ovvero se vuoi cambiare data, paghi. Oppure le scelte di campi sul quale giocare altrettanto discutibili. E non parlo di ieri: per esempio, qualcuno mi sa dire della così tanto acclamata finale di Coppa Carnia itinerante? Chi ha orecchie per intendere intenda, senza bisogno di andar nei dettagli. Calendari alle volte lasciati “ al caso” : mi riferisco, per esempio a semifinali e finali di Coppa nella settimana dove c’è l’anticipo di categoria, oppure alla finale di Coppa Carnia con date spostate o eventi sovrapposti. Tutte scelte che a me sembrano prive di buon senso. In occasione della presentazione di questa finale, i referenti della Delegazione hanno sottolineato a più riprese che per loro non c’è differenza tra la finale di Terza e quella della Coppa generale, salvo poi accettare un calendario altamente penalizzante e non solo per il Bordano, ma per qualsiasi squadra interessata dall’anticipo di categoria. Il problema di fondo a mio avviso è che non è possibile elogiare l’evento in sé e poi gestire i dettagli ad esso correlato con superficialità. Questo atteggiamento lo reputo una mancanza di rispetto. Si tratta di errori gestionali importanti che, come i miei errori portano me a riflettere, devono portare anche altri a riflettere sui propri».

Manca la terza componente, quella arbitrale…
«La designazione della finale di Priuso mi sembra, a dir poco, discutibile e ribadisco che non mi lamento del livello o della qualità dell’arbitro, perché come i giocatori sbagliano i gol, gli arbitri sbagliano le decisioni (se ci è concesso dirlo). Detto questo, premetto subito una cosa: il Verzegnis ha meritato di vincere e già nel primo tempo poteva chiudere il match andando sul duo o tre a zero, ma dopo una ventina di minuti la gara era già indirizzata e se in una finale un arbitro commette un errore grave e chiaro che la gara prende una certa piega. Le due reti dei nostri avversari potevano essere o non essere in fuorigioco e anzi, probabilmente il primo a me è parso esser regolare. È chiaro che nessuno può avere certezze, ma quello che non mi spiego è il fatto che il guardalinee alza la bandierina per segnalare il fuorigioco, il direttore di gara non convalida il gol, poi va verso il proprio assistente Jessica Mecchia che, ripeto, aveva la bandierina alzata (e credo lo abbiano visto tutti), si scambiano quattro parole e lui modifica la propria decisione e regolarizza la rete. A questo punto, cosa ci sono a fare gli assistenti? Tornando alla designazione, ho più di qualche perplessità per quanto riguarda il signor Venturini: facciamo tutti parte dello stesso movimento e quindi siamo tutti dilettanti, dirigenti, giocatori e arbitri e insieme teniamo in piedi questo sistema, ognuno con i nostri limiti. Facciamo errori tutti, ribadisco, ma io di Venturini contesto il fatto di non sapere gestire le situazioni emotive (anche perché non è più un arbitro alle prime armi…) e mi pare che siamo in molti a pensarlo. Io non critico lui, la persona, ma la reale capacità di gestire un incontro e così torniamo al mio ragionamento iniziale: chi fa le designazioni, di ciò non si rende conto? Perché la realtà dei fatti è sotto gli occhi di tutti, perciò anche in questo caso spero si trovino spunti di riflessione per altre persone. Ricordo che la prima finale di Coppa giocata dal Bordano contro la Moggese come assistente era stato designato Roberto Picco: svista alquanto importante, a mio avviso, perché non penso sia così difficile conoscere le origini dei cognomi e tanto meno le origini dei propri tesserati… Chiudo facendo nuovamente i complimenti al Verzegnis che porta a casa un trofeo dopo tanto tempo e buona fortuna a tutti per il prosieguo della stagione».