Il pagellone della Terza Categoria

di MASSIMO DI CENTA

Proponiamo il bilancio delle 14 protagoniste della Terza Categoria al termine della stagione.

ALTO PIAVE Diciamocelo francamente: e chi se l’aspettava? Gli stessi allenatori Nicola Pontil e Diego Quinz all’inizio della preparazione parlavano di futuro immediato imperscrutabile, cercando soprattutto unione di intenti e amalgama. Insieme a tutto questo però è arrivata una promozione accompagnata da numeri probanti: due sole sconfitte in campionato (alla pari di Verzegnis e Fusca), la seconda miglior difesa (19 reti subite, una in più del Verzegnis) e la soddisfazione di aver battuto proprio sia il Verzegnis che il Fusca.
VOTO: 8. IL MIGLIORE: Samuele Puntel.

AUDAX Dodici punti in meno dello scorso anno sono tanti, anche se mancano i gol di Davide Nassivera (passato alla Folgore). Forse lo stesso Giuliano De Conti si aspettava un pochino di più dai suoi, ma sappiamo quanto sia difficile allestire squadre in paesi non propriamente comodi da raggiungere come Forni di Sotto. Gli spunti interessanti di qualche giovane fanno ben sperare in prospettiva, come lo spirito che da sempre anima la squadra.VOTO: 5 IL MIGLIORE: Omar De Infanti.

BORDANO
Sinceramente ci si aspettava di più. La squadra pareva attrezzata, Dzananovic ormai dentro l’ambiente e invece è mancato l’acuto nel momento decisivo, quando era necessario fare il salto di qualità. Buone prestazioni, alternate a battute a vuoto inaspettate hanno frenato le ambizioni. Buono il cammino nella Coppa di Categoria, con una semifinale giocata (e vinta) alla pari se non meglio del Fusca che ha fatto capire, insomma, che si poteva fare davvero di più. E la finale col Verzegnis, persa di misura, ha acuito ancora di più i rimpianti. VOTO: 6. IL MIGLIORE: Leoner Cucchiaro.

COMEGLIANS
Gli stessi punti dello scorso anno, 45, con una mancanza di continuità che ha però penalizzato sicuramente il cammino della squadra. Bene la fase offensiva, con i tre attaccanti (Maieron, Vuerich e Valle) che hanno messo insieme 43 gol, molto meno quella difensiva. Dopo qualche campionato nelle parti alte della classifica era lecito aspettarsi una crescita più decisa, ma è da sottolineare con enorme piacere la filosofia societaria sempre alla ricerca di giovani interessanti ma soprattutto affidabili dal punto di vista di impegno e serietà.  VOTO: 5,5. IL MIGLIORE: Manuel Maieron.

EDERA
Cinque punti in più dello scorso anno potrebbero sembrare un dettaglio trascurabile e invece è un riscontro abbastanza importante per una squadra che sta cercando un’identità precisa nel momento sicuramente più difficile della sua storia. L’insufficienza è data dal fatto che ci aspettava una crescita più tangibile da parte degli elementi più giovani. La grande soddisfazione stagionale è il primo derby della storia vinto contro la Nuova Edera. VOTO: 5,5. IL MIGLIORE: Yuri Beorchia.

FUSCA
A un certo punto sembrava una squadra di invincibili: gioco, personalità, risultati e una sensazione di forza tale da scoraggiare gli avversari. Poi, come è logico un calo finale, dettato forse più da un appagamento generale che da motivazioni fisiche. La semifinale di Coppa persa col Bordano e aver buttato via sei punti di vantaggio a quattro giornate dalla fine (perdendo entrambi gli scontri diretti con Alto Piave e Verzegnis) sono stati i punti più bassi della stagione. La sconfitta nello spareggio per il primo posto col Verzegnis un’altra piccola delusione, anche se Cristian Gobbi e i suoi giocatori sono usciti a testa alta dal confronto. Il classico caso insomma in cui davvero entrambe le formazioni avrebbero meritato il primo posto. VOTO: 8. IL MIGLIORE: Federico Leschiutta.

LA
DELIZIA Ripete sostanzialmente il campionato 2025, rispetto al quale fa un punto in più, che non basta però per raggiungere la sufficienza. Rispetto a piazze più grandi e più “nobili” fa sicuramente meglio, ma la sensazione è che ci vorrà ancora qualche anno per allestire una squadra in grado di puntare a tornare almeno in Seconda. VOTO: 5,5. IL MIGLIORE: Daniel Vallata.

NUOVA EDERA
Non è facile partire da zero, soprattutto quando non puoi attingere dal settore giovanile (come ha fatto l’Alto Piave, per esempio). Un primo anno che va in archivio probabilmente come aveva previsto la società. C’è da lavorare, si sa, ma l’entusiasmo sembra quello giusto, cercando magari di abbassare un pochino l’età media. Da sottolineare il comportamento in Coppa: in quella generale, dopo aver eliminato l’Ovarese, è stata sconfitta dal Cedarchis solo a pochi istanti dalla fine, a un passo cioè dai calci di rigore che avrebbero potuto regalare una sorpresa clamorosa. In quella di Categoria, fuori solo in semifinale per mano del Verzegnis. VOTO: 6. IL MIGLIORE: Christopher De Caneva.

PALUZZA
È sorprendente come non si riesca a dare una svolta in positivo ad una mediocrità che fa a pugni con la storia calcistica e le risorse del paese. Il presidente Loris Urbano si danna l’anima ma sembra predicare nel deserto e anche l’allenatore Max Brovedani (che nonostante fosse a conoscenza delle tante difficoltà si era messo comunque a disposizione) ci ha messo impegno e passione. VOTO: 4,5. IL MIGLIORE: Mathias Muser.

TARVISIO
I tredici punti raccolti sono davvero tanti, soprattutto se confrontati con l’inizio prevedibilmente disastroso. Bravo Michele Paganin a mantenere alti gli stimoli, perché motivare ragazzi che nelle prime partite subivano goleade mortificanti è una grandissima nota di merito. Molto importante e di enorme prospettiva il crescendo finale, che naturalmente fa ben sperare per il futuro. Incredibile che sia stato proprio il Tarvisio a determinare la terza promozione, inchiodando il Val Resia su un pareggio davvero fuori pronostico alla penultima giornata. VOTO: 6. IL MIGLIORE: Alexander Cecon.

TIMAUCLEULIS
Diciassette punti in meno rispetto al 2025: un’enormità! Lo stesso allenatore Alberto Brollo non è riuscito a spiegarsi il perché. Sicuramente il saldo tra gol fatti e subiti rispetto alla stagione precedente è impietoso: nel 2025, 46 reti fatte e altrettante subite, nel 2026 24 gol all’attivo e 61 al passivo. VOTO: 4,5. IL MIGLIORE: Mathias Baschiera

TRASAGHIS
Sono ben 13 i punti in più realizzati rispetto al 2025, che hanno significato la scalata in classifica dalla terzultima alla settima posizione. Sono dati non banali, perché significa che piano piano si può cominciare a ragionare un pochino più in grande. L’allenatore Nodale (che ha ha già annunciato che il prossimo anno non sarà più sulla panchina biancoverde) ha fatto davvero un buon lavoro. Adesso tocca alla società conservare quanto di buono fatto, magari non rivoluzionando l’organico, ma mantenendo lo zoccolo duro ed integrandolo con valide alternative. VOTO: 6,5. IL MIGLIORE: Michele Di Giusto

VAL RESIA
Il finale che non ti aspetti: quando, alla luce del calendario degli ultimi turni, tutto faceva supporre alla promozione, ecco il pareggio col Tarvisio a mandare tutto all’aria. La squadra era attrezzata per la promozione, quindi, evidentemente, è mancato quel pizzico di mentalità per fare il passo decisivo. VOTO: 6. IL MIGLIORE: Elia Burelli.

VERZEGNIS
La valutazione finale deve essere alta per forza, perché il Verzegnis, costruito per vincere, ha vinto, alla fine tutto ciò che c’era da vincere: primo posto in campionato e Coppa di Categoria, per una doppietta davvero esaltante. Copetti e Samuel Micelli hanno dato quello che ci si aspettava da loro, ma il dato sorprendente, se vogliamo, è la tenuta difensiva, confortata dai numeri: miglior difesa del girone. Tutto questo ha una chiave di lettura, ovvero il lavoro dell’allenatore: se c’è un merito che va riconosciuto a mister Giacomino Radina è quello di migliorare i giocatori che allena e l’ambiente- squadra in generale ed è davvero un grande merito. Non sorprenda la scelta del miglior giocatore perché è conseguenza diretta del discorso appena fatto. Dire Samuel Micelli, dai, sarebbe stato scontato! VOTO: 9. IL MIGLIORE: Stefano Sulli.

 

(foto di Alberto Cella)

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