MAURIZIO ROMANIN: «PER IL CARNICO SI PROSPETTANO TEMPI MOLTO DURI»

Maurizio “Micio” Romanin ci parla della sua Ardita, ma esprime anche alcuni concetti interessanti sul Carnico in generale, dopo tanti anni di militanza nel calcio della montagna. Intanto, però, partiamo proprio dall’Ardita, chiedendo al tecnico come si è rinforzata la squadra di Forni Avoltri.

«Credo di poter dire che i migliori acquisti siano le conferme di gran parte dell’organico dello scorso anno – le sue parole -. In uscita abbiamo avuto Daniele Della Pietra, finito al Sappada e Patric Bettina, un difensore andato al Cadore, campionato invernale, entrambe perdite  purtroppo per noi importanti. In entrata abbiamo diversi giocatori: Manuel Bitussi, difensore svincolato ex Folgore ed Ancora, Thomas  Romanin, attaccante dal Tolmezzo, Michele Zanier, tuttofare e cavallo di ritorno dal Cedarchis, Sokol  Kola, difensore dal Comeglians, Maurizio Hlede, centrocampista ex Isontina,  Antonio Maisano, centrocampista dal Comeglians, Elvis Zefi, esterno dagli Amatori del Collinare. A questi vanno aggiunti alcuni giovani del paese che esordiranno in prima squadra e poi per evitare brutte sorprese abbiamo con noi diversi altri giocatori nuovi che. pur non riuscendo a garantire un impegno costante. si faranno trovare pronti all’occorrenza».

Quale sarà il tuo primo obiettivo?
«L’obiettivo primario è quello di creare coesione tra il gruppo ed evitare ogni tipo di frizione; partendo da questo presupposto cercheremo di dire la nostra e di rendere la vita difficile a tutti in un girone molto impegnativo ed equilibrato come la Seconda di quest’anno dove non partiamo certo tra i favoriti. Inutile quindi dire ora dove si potrà arrivare, certo la mentalità di partenza dovrà essere quella di fare punti in ogni partita, l’unico modo per stimolare i giocatori è dire loro che bisogna cercare di vincere ogni partita che poi è il mio credo calcistico».

Quali sono le difficoltà che si incontrano nell’allestire una squadra nell’attuale panorama del nostro calcio?
«Le difficoltà credo siano le stesse di tante altre squadre, noi siamo anche fortunati perché finora siamo riusciti quasi sempre a mettere in piedi Consigli Direttivi motivati e composti da persone legate a Forni Avoltri e all’Ardita. A livello di giocatori chiaramente facciamo i conti con lo spopolamento tipico dei paesini come il nostro, che ci costringe a cercare risorse in altri paesi e finanche in Friuli, se serve. Fortunatamente Forni Avoltri e l’Ardita hanno ancora un discreto appeal e questo ci conforta. Una cosa è sicura, non molliamo e venderemo cara la pelle prima di abdicare».

Dopo tanti anni, da giocatore, dirigente e allenatore, che futuro prevedi per il Campionato Carnico?
«Per il Carnico a mio avviso si prospettano tempi molto duri, il problema del calo demografico coinvolge tanti settori e non ne è esente lo sport. Prevedo in pochi anni un drastico calo delle società, visto che non potranno più essere molte quelle che avranno i numeri per iscriversi al campionato. Non è pessimismo, purtroppo è realtà. Credo che il futuro siano le unioni tra paesi, strada che noi abbiamo provato a percorrere, riuscendoci, quando si parlava di settore giovanile, ma trovando diverse porte chiuse a livello di prime squadre. Si sta purtroppo andando verso un mors tua vita mea, in una sorta di guerra tra poveri che non farà bene a nessuno».

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