DE FRANCESCHI RACCONTA IL SUO RAVASCLETTO

Sono state settimane difficili per il Ravascletto di Andrea De Franceschi. Il rischio di non iscriversi al prossimo campionato è stato scongiurato in extremis, ma il tecnico sa benissimo le difficoltà che dovrà affrontare, con una squadra allestita facendo di necessità virtù.

«Non è stato affatto semplice – conferma il mister biancoverde –. Nessuno di noi si nasconde i problemi cui andremo incontro, ma io ho fiducia nella società e nei miei ragazzi. Chi ha voluto rimanere ha fatto una scelta di cuore e chi è arrivato si è detto pronto a darci tutto quello che ha dentro».

Un’iscrizione, si diceva, arrivata proprio in dirittura d’arrivo.
«Esattamente. In società ognuno si è impegnato a coinvolgere giocatori sfruttando le conoscenze personali ed il territorio, nel senso che abbiamo attinto da paesi vicini. Determinante è stata la generosità e la disponibilità dei giocatori del cosiddetto nucleo storico, che hanno anteposto i fattori umani a quelli tecnici. In paese, poi, non sono in molti che ci hanno dato una mano, ma quelli che hanno deciso di farlo danno continuamente segnali di collaborazione forte. Meglio pochi ma buoni, insomma».

Il contrario di quello che riguarda l’organico…
«Beh, come numeri ci siamo, nel senso che a livello di quantità le risorse ci sono. Per quanto riguarda il rendimento, aspettiamo la prova del campo. Abbiamo fatto pochi allenamenti e un paio di amichevoli, quindi non posso esprimere ancora giudizi. Mi pare che ci sia molto impegno e questo è un buon segnale. Stiamo lavorando bene, grazie anche all’aiuto dei miei collaboratori: Dimitra Theocharis, la preparatrice atletica oltre che scialpinista di grande livello, Sandro Belafatti, il mio secondo, Massimo Pustetto, che in realtà fa un po’ di tutto e sul campo prepara i portieri, e infine Roberto “Bebe” Da Pozzo, da sempre vicino alle vicende della squadra».

Mister, vediamo allora qualche nome di questo Ravascletto 2019.
«Abbiamo cercato di ringiovanire la rosa, anche per garantire un minimo di continuità. Tranne Luca Berti, che ho voluto personalmente per esperienza e carisma, sono arrivati Joey Screm dalla Velox, Pietro Cicutti dal Paluzza, Kevin Straulino dai Mobilieri, due ritorni, Alvise Nodale e Emanuele De Infanti, novità assolute, il giovanissimo portiere Macor Plazzotta e Martin Nazzi, Davide Turetta, ex Comeglians, e la novità David Chikadibia, un ragazzo nigeriano ospite da un po’ di tempo del nostro paese. Abbiamo perso pedine importanti come Stefano Marsilio, Andrea Del Bon, David Chiapolino, Cristian Bellina ed Ennio De Crignis. La società non mi ha chiesto di fare miracoli: cercheremo di salvarci, cercando, al contempo, una crescita convinta ed il mantenimento del gruppo per non ritrovarci, il prossimo anno, con gli stessi problemi».

Che novità prepari dal punto di vista tattico?
«Chiaramente devo ancora valutare le caratteristiche dei nuovi, ma non ho un modulo di riferimento perentorio. Preparo allenamenti a sorpresa, a volte, e nel corso delle partitelle cambio dalla difesa a 3 a quella a 4, per esempio, in modo che i giocatori si abituino ad ogni tipo di circostanza ed evenienza. L’importante è assicurare sempre i giusti equilibri».

E in un più ampio discorso in generale, cosa pensi del Carnico, inteso come movimento?
«I numeri parlano chiaro: quando un evento coinvolge centinaia di persone in un ambito territoriale e settoriale, siamo di fronte a qualcosa di importante. Certo, il calo demografico, una diminuzione delle risorse a disposizione, l’offerta di altri sport non aiutano. Il campanilismo sano, quello fatto di sfottò, quando non è avvelenato dalle idiozie dei social è ancora un fattore, perché il Carnico resta anche un discorso sociale e di aggregazione. Dal punto di vista tecnico, vedo tanta voglia di crescere anche da parte di noi allenatori che cerchiamo di portare metodologie nuove con l’intento di migliorare i singoli e di dare un’identità tattica al collettivo».

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3 Comments

  • Posted 15 Aprile 2019 13:15 0Likes
    by Tita

    Ho letto con interesse l’intervista che RSN ha fatto.all’allenatore deRavascletto, De Franceschi
    Non conosco Andrea, leggendo.peró le risposte che ha dato rsn, ho tratto il convincimento, che la persona é intelligente,
    prudente quanto basta, qualitá indispensabili per convivere
    con i “moneani”. Non posso quindi che fare ad Andrea i migliori auguri di buon lavoro, e che l’impegno che andrá
    a profondere gli dia quelle soddisfazioni che sono.nelle sue aspettative.

  • Posted 15 Aprile 2019 14:50 0Likes
    by Claudio

    In bocca al lupo

  • Posted 16 Aprile 2019 06:41 0Likes
    by Alessandro (Peewy )

    Un grossissimo in bocca al lupo sincero da ex compagni di squadra, avversari e poi da Mister (io) – giocatore nel 2015 , ma soprattutto da vecchi Amici. Tu sei sicuramente stato e sarai più’ bravo di me! Ci accomuna una cosa, ci mettiamo il cuore e tanta passione in tutto quello che facciamo. Forza Andrea!

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