Carnico e Coronavirus, parola a Marino Corti

di MASSIMO DI CENTA

La cancellazione di eventi agonistici ed allenamenti imposta dal Decreto dei Consigli dei Ministri fa sorgere spontaneo il dubbio sulla partenza della stagione agonistica 2020 del Carnico. A tal proposito ci è sembrato assolutamente necessario conoscere le opinioni del delegato della Figc di Tolmezzo Marino Corti.

Corti, come vede in generale la situazione?
«Beh, direi che è complicata e al momento non si possono ipotizzare soluzioni certe, in termini temporali. Per quanto mi riguarda, credo di poter avere una visone globale della cosa, avendo operato nel settore sanitario ed essendo uomo di sport. Chiaramente l’aspetto salutistico è quello più importante e se lo leghiamo al lato sportivo della vicenda ne amplifica la portata. Fare attività motoria rappresenta uno strumento per favorire benessere e forma fisica».

Proprio per questo anche il divieto praticamente assoluto di effettuare gli allenamenti in vista della stagione può essere un fattore?
«Certamente, mandare in campo a fine aprile atleti che hanno iniziato a prepararsi da pochi giorni rappresenta un rischio,  che va aldilà del conseguimento del risultato. Da allenatore posso dire che con solo due settimane di preparazione non è semplice iniziare una stagione agonistica».

Oltre naturalmente l’importantissimo aspetto più strettamente sociale della vicenda.
«Assolutamente sì. Ci sono impegni familiari e professionali da rispettare e quindi qualsiasi decisione si andrà a prendere non potrà mai prescindere dalle esigenze nei confronti della famiglia e del lavoro».

Eppure, non è ipotesi da scartare il fatto di dovere posticipare l’inizio della stagione.
«Purtroppo no, anche se è praticamente impossibile stabilire delle date. La situazione è in continua evoluzione ed è chiaro che dovremo adeguarci alle decisioni che prenderà il Consiglio dei Ministri in relazione agli input del Ministero della Sanità».

Mettiamo un punto fermo: supponiamo (e speriamo) che il blocco finirà il 2 aprile. La prima di Coppa ci sarà il 25 aprile?
«Da lì non si scappa, pur ricordando la scarsa preparazione. A tal proposito bisogna che gli addetti ai lavori, quindi tecnici e giocatori, rientrino nell’ordine delle idee di considerare la Coppa propedeutica al proseguimento della stagione. Chiaro che, inizialmente, si svilirà il senso competitivo della manifestazione, ma è di tutta evidenza che la cosa sarebbe imposta da una situazione del tutto particolare».

Ha pensato ad altri accorgimenti?
«Si potrebbe, per la prima fase a gironi, portare l’intera rosa in panchina e senza limitazione al numero dei cambi. Per garantire una certa regolarità, però, stabilire che negli ultimi 10’ si possano fare solamente due cambi. Diciamo che il risultato potrebbe condizionare le scelte, svuotando questa regola del significato più importante, che è quello di fare giocare tutti per poter raggiungere una condizione atletica quanto meno accettabile».

E per il campionato?
«Francamente non è possibile ipotizzare date e scadenze. Aspettiamo gli eventi e poi valuteremo. In ogni caso i calendari saranno regolarmente stilati nei tempi canonici».

Si può avere qualche anticipazione?
«In Delegazione stiamo lavorando a questo, grazie anche alla collaborazione di Fabiano Mecchia. Allora, abbiamo provato a stilare questo schema: per quanto riguarda la Coppa si parte, come detto il 25 aprile, poi 1 maggio e 13 maggio, per la fase a gironi. Ottavi il 10 giugno e quarti il 24. Semifinali a luglio, con andata il 1° e il 2, ritorno il 14 e 15. Finale ancora da stabilire. Per quanto riguarda il campionato, si inizia con un’infrasettimanale il 5 maggio e poi nelle domeniche del 10, 17 e 24, prima dell’anticipo di sabato 30. A giugno, martedì 2, domenica 7 e domenica 14, sabato 20 e domenica 28. Nel mese di luglio, domenica 5, sabato 11 e poi di domenica il 19 e il 26. Ad agosto, in campo tutte le domeniche ovvero 2, 9, 23 e 30, escludendo il 16, in modo di garantire in qualche modo una piccola pausa in concomitanza di Ferragosto.Per garantire questa, però, abbiamo pensato di programmare un turno il. A settembre in campo tutte le domeniche, quindi 6, 13, 20 e 27, con un turno infrasettimanale il 16. Ultime due giornate il 4 e 11 ottobre. In conclusione, 3 anticipi, per garantire un giorno in più quando c’è la coppa, e 3 infrasettimanali, in cui si giocherà in notturna. Anche il 2 giugno è, di fatto, un infrasettiamanale, ma considerato la festività nazionale le partite si disputeranno di pomeriggio. Chiaramente è una bozza, rivedibile nel caso in cui dovessero esserci ancora problemi con l’emergenza sanitaria».

Davvero un’orgia di numeri e date, ma oggettivamente non esistono grossi margini. Da un punto di vista mediatico possiamo dire che la prima giornata di campionato al mercoledì non è proprio il massimo in tema di visibilità e giocarla di sera è penalizzante in questo senso, anche se, come ha sottolineato Corti, potrebbe apparire un sacrificio necessario in considerazione della Coppa vista come un momento di preparazione. E speriamo che le condizioni atmosferiche almeno diano una mano. Ricordate la prima giornata della stagione 2019? Campi innevati e inizio rimandato…

 

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