Il Carnico piange Romeo Pittoni, per tutti il “Mago”

di RENATO DAMIANI

Il Campionato Carnico ha perso il suo “Mago”, ha perso il suo “Magister Picernarum”, così riporta il suo biglietto da visita che con tanto orgoglio portava sempre appresso nelle sue scorribande tra i campi della Carnia, anche se il “suo” campo era il “Maracanà” di Imponzo.

L’amico Romeo se ne è andato all’età di 80 anni, lasciando la moglie Luigia ed i figli Cristina e Roberto. Prima della maledetta pandemia ci vedevamo spesso nelle piazze di Tolmezzo, anche perché Romeo è stato sin dal 1991 (anno di nascita di “A tutto Carnico”) il mio primo ammiratore ed ascoltatore assiduo ed il commosso ricordo è immaginarlo sugli spalti con la radiolina incollata all’orecchio sinistro, pronto a criticare o lodare le radiocronache degli inviati che lui “pedinava” senza alcuna invadenza. Ricordo anche che Romeo mi ha affiancato per diversi anni nella conduzione del programma di Radio Studio Nord “Parliamo di Carnico”.

Dopo la tragica morte di Paolo Sberla, per anni bandiera dell’Audax di Forni di Sotto, il Carnico è costretto a piangere un altro personaggio che tutti ricordano con affetto, in primis l’Amaro, la Fornese, lo Julium, il Milan Club, l’Illegiana ed il Real Ic, tutte società a cui Romeo da allenatore ha dato molto di se stesso, con tutta la passione che lo ha sempre caratterizzato.

Ma perché il “Mago”? Sin dagli anni ’60, Pittoni si divertiva ad azzeccare pronostici con relative promozioni e retrocessioni e la sua più veritiera previsione avvenne nel 1983, quando alla fine di agosto Romeo centrò la vittoria finale del Verzegnis nel Carnico nonostante i verdi fossero distanziati di ben cinque punti dalla vetta. Nel calcio che conta Romeo stravedeva per il Milan, seguendone le vicende sino ai suoi ultimi giorni, come ricorda la commossa figlia Cristina: “La vittoria sulla Juventus è stato per papà un momento di grande gioia che ha potuto esternare nonostante il suo stato di salute. Per me e per mio fratello è stato un papà sempre presente e costantemente predisposto a soddisfare le nostre richieste, pur se qualche volta le nostre vedute non propriamente collimavano con il suo pensiero”.

Molti gli aneddoti che hanno accompagnato la vista calcistica di Romeo Pittoni e ne ricordo uno prendendo spunto dal libro “Gli anni d’oro del grande Real”. Agosto 1984: Pittoni, allenatore del Real Ic, era reduce dalla vittoria per 1-0 a Chiusaforte e quando la squadra affrontava trasferte nella Valcanale, era usanza fermarsi a Resiutta a mangiare il pollo. Quella domenica per Pittoni era un giorno particolare, in quanto 24 ore prima era nata sua figlia Cristina, quindi al momento del conto tutti a gridare: “Stasera paga il Mago!”. Qυel dopo partita costò a Romeo ben 180.000 lire, che a quei tempi era una somma mica da ridere, ma per Cristina e la vittoria del Real sono stati soldi ben spesi.

Il Real Ic è stato per Romeo un amore spassionato, vissuto sin dalla sua fondazione (quante volte volle puntualizzarmi come nacque il logo), poi ne divenne allenatore, presidente, direttore sportivo e segretario. Un tuttofare per i colori biancorossi.

Ciao amico mio e non dimenticarti la radiolina.

 

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