di MASSIMO DI CENTA
C’era tanta luce e tanta gente all’”Augusto Picco” di Alesso, casa della Val del Lago, ultima squadra di Flavio Basaldella, dove il bomber ha voluto salutare tutti con la sua partita di addio. La luce era quella del sole di uno splendido primo maggio o, nell’immaginazione, le luci dell’ultima ribalta, la gente tutte quelle persone che Flavio ha incrociato nella sua lunga vicenda agonistica: compagni di squadra e avversari che nel frattempo sono diventati amici.

Insomma, ad Alesso erano presenti tutti quelli che a Flavio, negli anni, appunto, hanno voluto bene, perché non è possibile non voler bene a chi ha interpretato il suo ruolo con correttezza, sportività e tanta serietà. In campo, per il match celebrativo, abbiamo visto tanti giocatori o ex giocatori, quelli delle squadre per le quali ha giocato (Tricesimo, Pro Fagagna, Reanese, Tavagnacco, Caporiacco, Bearzi e Arteniese e nel Carnico Castello, Campagnola, Cedarchis, Amaro, Pontebbana, Bordano e Val del Lago) ma anche difensori avversari che quando l’hanno incontrato hanno vissuto sicuramente una giornata piuttosto complicata e anche un ex giocatore di serie A, il carnico Alberto Urban, uno che ama il calcio e la sua terra d’origine.
La partita è stata simbolica, naturalmente, ma resterà storica non solo per il significato ma anche perché il “Basa” (udite udite) non ha segnato: il gol era il suo mestiere e lui, evidentemente, nel giorno di festa dei lavoratori si è astenuto, ma dopo averne messi a segno più di 500, nessuno gliene farà una colpa.
Ovviamente non potevamo mancare noi della stampa, verso i quali Flavio ha sempre avuto parole di stima e gratitudine. È vero, bomber, spesso ci hai ringraziato per il lavoro che facciamo, però stavolta, almeno stavolta, lascia a noi il piacere di dirti grazie, perché raccontare i tuoi gol e le tue giocate è stata per noi un grande emozione!
(nella foto di apertura il presidente della Val del Lago Anthony Franzil e il capitano Ivano Picco consegnano a Basaldella la maglia numero 9)