di MASSIMO DI CENTA
«Chi ha indossato la maglia giallorossa sarà cedarchino per sempre» è una della frasi più ricorrenti nell’ambiente del Cedarchis, perché quella maglia, evidentemente, è un qualcosa di più: è un senso di appartenenza, è una seconda pelle, è un’emozione che ti entra dentro. Punto. Poi, naturalmente, c’è chi è più cedarchino di un altro, perché del Cedarchis ha scritto pagine di storia.
Ecco, quando li ho visti insieme Fabio Rella e Roberto Quaglia ad assistere all’ennesima partita del loro “Ceda”, mi è sembrato giusto fermare tanta storia in uno scatto che li vedesse insieme ancora una volta, con il “loro” campo sullo sfondo.
Eh sì, perché in questo scatto ci sono due tra i centrocampisti più forti che abbiano calcato i campi del Carnico dal 1951 ad oggi; in questo scatto c’è la sapienza tattica, il sapere stare in campo, la grandezza di chi gioca bene perché gioca semplice, c’è un’intelligenza calcistica decisamente sopra la media e c’è il rispetto che gli avversari hanno sempre avuto per loro che, di fatto, certifica il valore tecnico e umano. In questo scatto ci sono dieci scudetti a testa, che li rendono i giocatori più vincenti nella lunga storia del nostro campionato. In questo scatto ci sono due che il “Ceda” non lo hanno dimenticato ed ogni domenica lo seguono ancora e figuriamoci se potevano mancare alla partita d’esordio del nuovo torneo.
Ecco, in questo scatto c’è il significato più vero, l’essenza di cosa significhi “essere cedarchino per sempre”.