Cavazzo e Cedarchis pronte alla grande sfida

di MASSIMO DI CENTA

È solo la quinta giornata, ma CavazzoCedarchis è già una crocevia importante nella stagione. Lo è perché le due squadre sono considerate tra le grandi favorite per la vittoria finale, per i 19 scudetti complessivi, per il blasone, per gli ex (Cisotti tra i giallorossi, Cescutti, Zammarchi, Nassivera e Zanier tra i viola), per la rivalità che ha contraddistinto le sfide di campionato e coppe negli ultimi anni, ad iniziare dall’ultimo precedente, quello del 19 aprile scorso, quando nella Supercoppa il “Ceda” s’impose per 2 a 0 con le reti di Puntel e Carew.
In classifica, dopo quattro giornate, il Cedarchis è avanti di un punto: 10 sono quelli conquistati dai giallorossi (vittoria con la Velox in casa e successi esterni con Folgore e Ovarese, prima del rocambolesco pareggio con l’Amaro nell’ultimo turno). Il Cavazzo invece ha vinto in casa con Real e Pontebbana, mentre in trasferta ha perso con l’Arta ed è passato in casa dei Mobilieri. La differenza reti è la stessa, con i giallorossi che hanno segnato 12 gol subendone 3 e i viola che invece vantano uno score di 12 segnature all’attivo e 5 al passivo.
Aldilà di numeri e statistiche resta un confronto assolutamente equilibrato per il quale è davvero difficile sbilanciarsi in pronostici. A dirigerlo non è stato designato un direttore di gara della sezione di Tolmezzo, invertendo quella che negli ultimi tempi era diventata una tendenza, con il designatore Aia che riservava per le gare di cartello fischietti “di casa”. A dare il fischio d’inizio sarà Mattia Pujatti di Pordenone, lo stesso che nell’ultima giornata ha diretto Folgore – Ovarese.

Prima dell’ultimo allenamento abbiamo sentito i due allenatori: ecco cosa ci hanno detto, iniziando dal mister del Cavazzo Denis Bertolini.«Abbiamo qualche problema di formazione – ha specificato il tecnico viola -, non ultimo quello di Gallizia, ma contiamo di recuperare pian piano i vari infortunati. Vedremo se l’ultimo allenamento di rifinitura ci regalerà una bella sorpresa, chissà. Spero in una partita tecnicamente bella da vedere, tra due squadre che si rispettano ma non si risparmieranno. Secondo me, nessuna delle due ha timori, perché a parte magari i primi minuti, ma forse neanche quelli, si cercherà, tutti e due di vincere e alla fine vedremo chi è stato più bravo. Come tutte le partite anche questa potrebbe essere decisa da episodi, bisognerà cercare di portarli dalla nostra partite. Cosa temo del Cedarchis? Semplicemente il… Cedarchis: è una squadra forte, completa, l’abbiamo visto in Supercoppa, ma domenica non c’è nessuna rivincita da prendere, questo è il campionato, quella era una partita che assegnava un trofeo in 90’. Credo che sia loro che noi che arriveremo preparati. Giocheranno quelli che sono più in forma. Tatticamente, non lo so, ognuno ha il suo gioco. Il loro allenatore Buzzi è molto preparato, hanno giocatori, veramente bravi e i nostri non sono da meno. Vorrei chiudere proprio con un invito a mister Buzzi – aggiunge Bertolini -. A fine partita, vada come vada, lo aspetto per quella birra che non siamo riusciti ad andare a bere dopo la Supercoppa».

Concetti, quelli di Bertolini ripresi in parte dall’allenatore del Cedarchis, Gilberto Buzzi. «Arriviamo a questa sfida con le consapevolezze che ci siamo costruiti in questa prima parte di stagione – è il suo pensiero –. Sono quelle partite che è bello poter giocare e meglio ancora sarebbe poterle giocare, da ambo le parti, con la formazione migliore, senza dover fare i conti con vari infortuni. Comunque sono sicuro che chi scenderà in campo farà il massimo che può fare, perché nell’arco di una stagione non esistono riserve o titolari. Le assenze non devono essere mai considerate un alibi. È chiaro che faremo di tutto per recuperare Fabiani e Cisotti, perché rappresentano per me un’opzione in più. Il Cavazzo? È forte: lo so io e lo sanno i miei giocatori, ma noi non temiamo nessuno. Massimo rispetto per tutti, ci mancherebbe, ma quando si affrontano due grandi squadre la parola paura non deve esistere. Sia noi che loro cercheremo di sfruttare il nostro gioco, quello che cerchiamo di mettere a punto ad ogni allenamento. Poi ci sta che in una partita bloccata, magari sia decisiva la giocata del singolo e da questo punto di vista penso che in entrambe le formazioni ci sia qualità a sufficienza per proporre un protagonista. Bertolini ha detto che a fine partita mi inviterà a bere una birra? E io accetterò molto volentieri: scambiare quattro chiacchiere con un collega fa sempre piacere», conclude.

 

((nella foto di Alberto Cella, una fase della sfida di Supercoppa)

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