REAL I.C.-CEDARCHIS 1-3
GOL: pt 33′ Agostinis, 37′ Puppis; st 16′ Tassotti, 52′ Fantin.
REAL: Di Giusto, Bellina, Martini, Bertolini, Tormo, D’Aronco, Nicolò Candoni (46’ st De Toni), Leschiutta, Agostinis (30’ st Nassimbeni), Marin, Di Monte (20’ st Selenati). A disposizione: Lippolis, De Felice, Mori, Nardella. All. Francesco Marini.
CEDARCHIS: Del Negro, Jacopo Candoni, Drammeh, Faccin (32’ st Muffato), Tassotti, Puntel (27’ st Radina), Carew, Ilic, Gollino (35’ st Segato), Simone Puppis (29’ st Zanirato), Tomat (42’ st Fantin). A disposizione: Michael Puppis, Di Lorenzo, Cisotti, Magistri. All. Gilberto Buzzi.
Arbitro: Borsetto di Tolmezzo.
Note: ammoniti l’allenatore del Real Marini, Leschiutta, Tormo, Drammeh, Selenati. Angoli 3 a 0 per il Cedarchis. Recupero 2’ + 7’.
di MASSIMO DI CENTA
IMPONZO Il derby è del Cedarchis ed è una di quelle vittorie sulle quali si costruiscono poi i successi importanti, perché certe partite sono piene di storie e quella del “Pittoni” lo è stata. Una storia che inizia prima di iniziare il match, con il Real che non può disporre di tre giocatori: lo squalificato Cecconi e gli infortunati che probabilmente lo saranno per tanto tempo, ovvero Esposito (frattura del piede) e Mazzolini (lesione muscolare tra primo e secondo grado, che più o meno equivale a un mese di stop). Al “Ceda” manca Fabiani, ma Buzzi si ritrova in panchina un nuovo volto, Zanirato (che farà, e bene, il suo esordio in giallorosso) ed un volto meno nuovo per il calcio regionale, cioè Muffato, che torna disponibile. Per chiudere il discorso sugli assenti, beh, diciamo che chi li ha sostituiti ha fatto il proprio dovere, perché Leschiutta è stato il migliore dei suoi e Agostinis ha realizzato un gol che siamo sicuri metterà ai primissimi posti nella graduatoria di quelli fatti nella sua splendida carriera.
La partita prende il via un pochino più tardi dell’orario canonico, perché c’è la lettura del messaggio di solidarietà e condivisione da parte del rappresentante de “Il Carnico dona” e poi un minuto di raccoglimento per la scomparsa della nonna del dirigente del Real Mattia Zarabara.
Si parte e il Real inizia a prendere d’assalto la propria corsia di destra, dove Bellina e Nicolò Candoni provano le loro scorribande spesso vincenti, con Drammeh che viene preso in mezzo senza l’aiuto di un compagno da quella parte. E infatti per il “Ceda” il primo pericolo arriva da lì: Bellina lancia Nicolò Candoni che fugge e mette in mezzo per Marin che tira di prima ma centra Del Negro, bravo comunque a chiudere più porta possibile. Pericolo scampato. La risposta dei giallorossi è immediata ma molto meno pericolosa, con Puppis e Drammeh che costruiscono la trama per un tiro dal limite senza grandi effetti. Qualche effetto in più potrebbe avere poco dopo il quarto d’ora una conclusione di Carew innescato da Gollino ma Di Giusto è bravo nella circostanza. Lo sarà molto meno al 20’, quando si fida troppo della sua abilità con i piedi e tenta un improvvido dribbling all’interno della propria area: Tomat piomba su di lui, gli soffia la palla e poi i due (questa è la sensazione dalla tribuna) si aggrovigliano. Per Borsetto è rigore per Marin che protesta (e verrà ammonito) no, ma sarà lo stesso Di Giusto a mettere tutti d’accordo, ricordandosi di essere il portiere più bravo del campionato e sventando il rigore di Puppis. Terzo rigore sbagliato dal Cedarchis (secondo consecutivo da Puppis).
Da questo episodio il Real sembra prendere coraggio e al 33’ va in vantaggio: apertura col contagiri di Leschiutta a tagliare il campo in diagonale, Nicolò Candoni va via sull’out di destra (e sai che novità?) e mette in mezzo un cross così bello che Agostinis vuole eguagliare dal punto di vista estetico, aprendo il piatto sinistro per mettere, in controbalzo, il pallone non distante dal sette opposto: Chapeau!
Il Cedarchis che sembrava, prima del gol subito, provare a crescere si ritrova sotto, contro una squadra, Il Real, che quando trova entusiasmo sa diventare pericolosa. I giallorossi però trovano il pareggio quasi subito (37’): Tomat e Puppis partono da calcio d’angolo quasi assieme trasportando il pallone in due a piccoli tocchi, fino al limite da dove Puppis trova l’angolino basso (e il personale riscatto) alla sinistra di Di Giusto, che sembra colpevole, ma, in realtà davanti alla sua porta ha quasi più gente che al concerto di Ultimo!
Il gol stavolta sembra dar coraggio al Cedarchis che sul finire di frazione sfiora il sorpasso: ci vuole un super Di Giusto per bloccare un tiro a botta sicura di Gollino e poi ci vuole un super D’Aronco a ricacciare via di testa dalla linea di porta la ribattuta di Tassotti.
Nella ripresa, i giallorossi danno subito l’impressione di voler archiviare il caso-derby e partono di slancio: dopo 6, contropiede organizzato da Tomat e Puppis che da destra mette in mezzo trovando però la scivolata di Bellina che risolve i problemi nell’area biancorossa. Problemi invece che nessuno risolve per il Real al 16’, quando Gollino (che anche quando non segna fa sempre cose utili) da destra mette in mezzo, trovando l’opposizione di un difensore biancorosso: il pallone sta andando in angolo ma sullo stesso si avventa Tassotti che da posizione molto defilata trova la traiettoria giusta per infilare Di Giusto, con un gol da vero attaccante di rapina. A condannare il Real, insomma, ci pensa uno che vive a Cadunea! Il Real sembra accusare il colpo, anche perché ora il Cedarchis tira fuori le armi della grande squadra: muscoli, personalità e i cambi adeguati. Per dare respiro a qualcuno del reparto arretrato (ultimamente hanno giocato sempre quelli) e soprattutto per aumentare la copertura, Buzzi manda in campo in rapida successione Zanirato e Muffato, 24 anni di differenza tra i due, ma tanta sostanza e paura zero (specialmente il ragazzino). I biancorossi di Marini hanno un ultimo sussulto quando l’ennesima iniziativa di Nicolò Candoni (ma quant’è bravo ‘sto ragazzo!) fa pervenire un pallone a Selenati che mette fuori di poco a fil di palo. Il Cedarchis capisce che è meglio non correre rischi e anziché cercare il terzo gol si mette a protezione dei due che ha già sul tabellino. Spazi coperti, linee di passaggio interrotte e sano contropiede quando serve. E proprio sull’ultima ripartenza, Segato va via a destra e mette in mezzo per Fantin che non sbaglia da dentro l’area, facendo felici i tifosi giallorossi, l’immancabile papà in tribuna e Buzzi che vede i due subentranti costruire l’azione del terzo gol. Finisce qui, con i giallorossi che vanno verso i propri tifosi che accendono fumogeni in tribuna e i baincorossi che se ne tornano a testa bassa verso gli spogliatoi. Ma no, ragazzi, non è il caso, ve la siete giocata con onore, forse il ko vi estromette dalla lotta per il titolo, ma già mercoledì, in Coppa, vi potrete prendere la rivincita. Ultima citazione per Borsetto: direzione arbitrale da 7 e qualcosa in pagella, non considerando l’episodio del rigore difficile da interpretare senza il var.
(foto di Alberton Cella)