Grande festa per le 300 partite di “Jack” Matiz con il Timaucleulis

Domenica il Timaucleulis ha ottenuto la prima vittoria casalinga in campionato battendo La Delizia in una giornata particolare, perché al termine c’è stata a festa in inore del capitano Giacomo Matiz, per tutti Jack, per le 300 partite (già salite a 302) in maglia biancoazzurra con il Capriolo sul petto in vent’anni di prima squadra dopo avere esordito con i Pulcini sempre all’ombra della Crete.
Il consigliere regionale Massimo Mentil, storico capitano, ha spiegato che per festeggiare Jack si è atteso una partita casalinga, raccontando poi vari aneddoti, compreso il fatto che durante l’appello prima della partita Matiz si posizionava alle sue spalle, dicendo che in realtà il vero capitano era lui.
A consegnare la maglia con la stampa 300 è stato il presidente Luciano Bulliano, che si è profuso in ringraziamenti per le molteplici attività e ruoli che Jack svolge all’interno della società sportiva e la dedizione con cui tiene coesa la squadra.
A Matiz è stata donata anche una cornice, nel quale sono riportate le parole scritte da Giorgio Petterin: «Febbre è poco. Anche malattia. Fede è poco. Anche religione. Amore è poco, perché qui c’è una soglia del perdono praticamente infinita, invece con la propria compagna (e viceversa) al massimo azzardi a porgere l’altra guancia, poi stop. Vita, ecco, vita già rende l’idea, almeno nella durata, cioè dalla partenza all’arrivo, perché Giacomo “Jack” Matiz sembra averla cominciata prima, da dentro il pancione, così ha recuperato altri nove mesi. Una squadra ce l’hai dentro. Perché “Jack” con la maglia del Timaucleulis ci è nato, cresciuto, invecchiato, ci abita, ci vive. Finchè vive. 23 stagioni di campionato 300 partite 26 reti. “Jack”, el capitan, è l’essere azzurro, una proiezione al cielo».  

(nella foto da sinistra Petterin, Mentil, Matiz e Bulliano)