CEDARCHIS-ARTA TERME 0-1
GOL: 17′ pt Feruglio.
CEDARCHIS: Del Negro, Cargnello, Drammeh, Muffato (39’ st Zanirato), Tassotti, Ilic (16’ st Cisotti), Carew, Candoni (34’ st Cristiano Puntel), Gollino (16’ st Tomat), Simone Puppis, Pillon. A disposizione: Scabar, Di Lorenzo, Sandri, Faccin, Fantin. All.: Gilberto Buzzi.
ARTA TERME: Somma, Errath, Puppini (41’ st Giarle), Polettini (20’ st Cozzi), Ursella, Rainis, Orlando (32’ st Christian Puntel), Matteo Ortis, Cimenti ((39’ st Sgoifo), Feruglio (41’ st Farinati), Fabiani (26’ st Lupieri). A disposizione: Candotti, Solari, Caroli. All.: Alberto Copetti.
Arbitro: Canci di Tolmezzo.
Note: espulsi Drammeh (28’ st) per doppia ammonizione e Carew (31’ st ) per fallo da ultimo uomo. Ammoniti Gollino, Lupieri, Christian Puntel, Somma. Angoli 5 a 0 per il Cedarchis. Recupero 1’ + 6’.
di MASSIMO DI CENTA
ARTA TERME E adesso che succede? Un grandissimo gol di Feruglio regala all’Arta il derby col Cedarchis ma soprattutto riapre un campionato che un paio di settimane fa sembrava chiuso. E l’ambiente giallorosso ripenserà chissà quante volte a quel gol al 91’ di Ferataj del Cavazzo che, domenica 30 agosto , mica un anno fa, portò i viola dal meno dieci al meno sette, un vantaggio che sembrava comunque tranquillizzante per il “Ceda” e che invece già oggi si è ridotto a meno quattro sulla Folgore e che domani potrebbe assottigliarsi ulteriormente perché se lo stesso Cavazzo vince a Ovaro il disavanzo sarà di soli tre punti, senza considerare che a meno cinque c’è anche la sorprendente Arta. Sorprendente fino a un certo punto, perché i termali sono alla sesta vittoria consecutiva, con gli scalpi nobili proprio di Cavazzo e poi Cedarchis. Certo che i rossoblu avranno provato un piacere sottile a battere i cugini: negli ultimi anni il derby era una specie di tabù, mentre quello di oggi sembra quasi un riscatto da parte dei parenti poveri. Andateglielo a dire a quelli dell’Arta che un pareggio poteva essere, forse, il risultato più giusto, non crediamo che gli interessi molto e poi magari diranno che il pareggio era più giusto anche in quello di andata.
Il “Ceda” non ha i lungodegenti Pasta e Fabiani ma nemmeno Segato e Faccin,che inutilizzabile va in panchina. Nell’Arta non manca nessuno, a dimostrazione che la squadra scoppia di salute in tutti i sensi. Copetti, anzi, deve mandare in tribuna almeno quattro giocatori.
Si inizia con i soliti Warriors che accendono la coreografia con i loro fumogeni, mentre ad accendere la contesa ci pensano subito i termali, dopo 7’: fuga di Fabiani sulla destra, palla nel mezzo ciccata da Cimenti con Matteo Ortis che invece calcia bene e prende il palo con la palla che resta a ballonzolare sulla linea prima di venir allontanata dai difensori giallorossi. La replica dei giallorossi è affidata a un’iniziativa di Gollino che scappa sull’out destro e poi mette nel mezzo un pallone che sembrava destinato ai guanti di Somma che invece è preceduto da Pillon, bravo poi a scaricare sul Ilic che da posizione favorevole sparacchia alto sulla traversa.
La gara si mantiene su buoni ritmi anche se l’Arta pare avere più energia e sopratutto più voglia. Il vantaggio per l’undici di Copetti arriva al minuto 17: su una punizione da una trentina di metri, Feruglio esplode una conclusione che finisce nel sette alla sinistra di Del Negro: un’esecuzione semplicemente straordinaria quella del 10 dell’ Arta che quest’anno si è messo in testa di segnare solo gol memorabili (ricordate quello al Cavazzo? Par condicio anche qui, insomma…). La prima reazione pericolosa della squadra di Buzzi capita al 24’ quando l’arrembante Drammeh supera anche Somma con una guizzo volante, ma poi è costretto ad allargarsi sulla propria destra, da dove invece di servire due compagni a centro area conclude da posizione defilata, ricavandone solo un calcio d’angolo.
L’Arta è messa bene in campo, soffre solo sul proprio lato sinistro, dove talvolta Puppini tende ad accentrarsi lasciando scoperta la fascia dove si infilano con maggiore frequenza i giallorossi e al 31’ è ancora sul suo lato destro che il “Ceda” cerca di far male: una gran palla di Candoni scatena Carew proprio da quel lato e il sette giallorosso con un ciclonico diagonale scuote la traversa.
La ripresa si apre con l’Arta che giustamente si attesta sulla propria tre quarti per limitare i rischi; il Cedarchis prova ma non sempre è lucido. Il nuovo entrato Tomat, a cavallo del 20’, si rende protagonista di due buoni spunti che però si concludono con altrettanti tiri alti sopra la traversa.
I giallorossi cercano di stringere i denti e si preparano all’assalto finale ma in soli 3’ rimangono addirittura in 9: prima è Drammeh ad essere espulso, rimediando un secondo giallo per un fallo su Errath che sarebbe stato da arancione già di per sé, poi tocca a Carew costretto al fallo da ultimo uomo per fermare Cimenti lanciato tutto solo verso Del Negro. In doppia inferiorità numerica cercare il pareggio diventa più duro che scalare lo Zoncolan dal versante di Ovaro, ma va dato atto ai giallorossi di provarci anche a costo di subire il secondo gol. Che non sia proprio una giornata fortunata lo si capisce anche al 38’, quando Puppis con una botta in diagonale da destra prende ancora la traversa. È l’ultima emozione di un derby che tra i suoi protagonisti ha visto senza dubbio anche Canci: didascalica la sua direzione, ha sbagliato davvero poco. Magari due fuorigioco fischiati all’Arta, che potevano non esserci, ma siamo davvero a cercare il pelo nell’uovo.