Prima la Coppa, poi la promozione: a Verzegnis è sempre festa!

AUDAX-VERZEGNIS 1-4

GOL: pt 5′ Copetti, 10′ Dimitri Righini, 14′ e 37′ Micelli; st 13′ Del Fabbro.
AUDAX: De Infanti, Antoniacomi, Polo (28’st Kozubek), Gavazzi (1’st Sala), Tremonti, Cedolin, Mattia Lozza (28’st Cappellari), Del Fabbro, Patrick Coradazzi, Nicola Tonello (43’st Cesare Lozza), Ardito (39’st Ivan Zannantonio). All. Giuliano De Conti.
VERZEGNIS: Graziano, Filippo Fior (1’st Roccasalva), Davide Fior (31’st Paschini), Mazzolini (31’st Almacolle), Angeli, Monai (11’st De Barba), Frezza (1’st Mauro), Sulli, Micelli (39’st Devis Righini), Copetti, Dimitri Righini (1’st Boria). All. Giacomino Radina.
Arbitro: Jessica Mecchia di Tolmezzo.
Note: ammonito Monai.

di MASSIMO DI CENTA

FORNI DI SOTTO È durato quattro anni l’esilio del Verzegnis in Terza Categoria. I neroverdi, retrocessi dalla Seconda nel 2022, hanno trascorso quattro anni nell’ultima serie del Carnico, quattro anni fatti di illusioni, delusioni, speranze e attese poi smentite. Non è stato facile, insomma, per la società riemergere dalla mediocrità che aveva segnato questo periodo. Lo scudetto del 1983 sembrava un ricordo sbiadito, pur restando nella storia di un club che rappresenta una paese piccolo, ma ha sempre avuto una buona tradizione calcistica. Un paese che ha regalato, comunque, al nostro campionato personaggi di spessore, basti ricordare Gianni De Sandre, Marino Corti, Gianpietro Serini, Stefano Miceli, solo per citarne alcuni.
Ma da un paio di anni le cose hanno iniziato a prendere una piega decisamente diversa, con il nuovo presidente, Fabrizio Favi che, insediatosi alla guida societaria nel 2025, ha per prima cosa voluto dare una forte implicazione al nuovo corso: cercare di aumentare la verzegnisità (passatemi il termine), ovvero creare una forte identificazione e appartenenza tra squadra e paese, ponendo la questione campanile al centro del progetto. Vanno letti in quest’ottica gli inserimenti nel consiglio direttivo di giocatori simbolo del passato, come Massimo e Stefano Micelli, Mattia Boria, Paolo Angeli. Per la panchina il nome forte era uno, quello di Giacomino Radina, che alla fine è arrivato. Radina è uno di quegli allenatori che vengono definiti normalizzatori, nel senso che arrivano in società che hanno bisogno, prima di tutto, di ritrovare una gestione lineare per poi creare la base per un futuro migliore. La cosa gli era riuscita al Cedarchis, dove non ha vinto ma ha ricreato in qualche modo lo spirito “Ceda” che era mancato, mentre qui è arrivato e ha vinto. Per questo la scelta del direttivo ha puntato forte su di lui e i fatti hanno confermato la bontà della scelta.
Sono stati inseriti nell’organico giocatori importanti, i quali hanno capito al volo il senso dell’appartenenza: Samuel Micelli e Matteo Copetti (due che giocherebbero stratitolari in qualsiasi squadra di Prima) hanno scelto di tornare a difendere i colori del proprio paese, con la forte prospettiva di riportare la squadra nell’elite del Carnico. Assieme a loro i fratelli Righini, arrivati nel mercato estivo, ma già protagonisti. Fare graduatorie è ingeneroso, però, perché tutti hanno contribuito a portare qualcosa: i nuovi Manuel Mazzolini e De Barba, ma anche quelli della vecchia guardia la cui presenza oltre che in campo è servita alla coesione del gruppo e ci riferiamo a Frezza, Nicola Boria e Stefano Sulli. Un bel mix insomma, che Radina ha saputo compattare. La vittoria nella Coppa di Terza nella serata piovosa di Priuso è stato il primo atto di una festa che con la promozione, ufficializzata oggi con il successo di Forni di Sotto, è diventata una festa totale.