di MASSIMO DI CENTA
Sotto un tendone allestito nella piazza principale di Arta Terme, nella serata di sabato scorso il Cedarchis ha voluto festeggiare il suo undicesimo scudetto. Presente l’intero consiglo direttivo della società e quasi tutti i giocatori, autori di una stagione davvero ricca di soddisfazioni, perché oltre al titolo i giallorossi hanno anche conquistato la Supercoppa.
L’evento è stato caratterizzato dagli interventi dei dirigenti, con i fratelli Edo e Rino Rainis, Luciano Candoni (il “Petisso”), Vito Faccin, l’allenatore Gilberto Buzzi, il sindaco termale Andrea Faccin e l’assessore Cristian Sandri.
Nei discorsi di tutti non si è mai mancato di sottolineare la continuità della società negli anni, anche quando si sono dovuti affrontare momenti difficili, con l’assenza di vittorie che per una società abituata a vincere, poteva far diminuire l’entusiasmo e la voglia di continuare.
Da sottolineare che, nel pomeriggio, una delegazione della società si è recato presso il cimitero di Zovello, per portare una composizione floreale sulla tomba di Valter Fracas, il dirigente scomparso nel 2024, che nella sua purtroppo breve parentesi in giallorosso era riuscito a guadagnarsi la stima e l’affetto di tutto l’ambiente.
Simpatico anche il gesto del gruppo giocatori, che ha voluto omaggiare Luciano Candoni e Rino Rainis con una foto di quando, con qualche chilo in meno ma lo stesso entusiasmo, difendevano i colori del “Ceda” sul campo da gioco.
La società invece ha voluto offrire una segnale di riconoscimento alle donne del chiosco e consegnato a Daniele Gollino il “Premio D.E.M.”, rinnovando una consuetudine voluta, negli anni passati, dal segretario del club Don Garlatti, che intendeva premiare il giocatore che più di ogni altro si era distino per disciplina, efficienza e moralità, l’acronimo appunto, di questo premio.