I voti del Cedarchis campione carnico 2026

di MASSIMO DI CENTA

Come da tradizione, proponiamo le valutazioni dei protagonisti della squadra campione. Eccoli qui, quindi, i giocatori del Cedarchis che hanno portato nella bacheca della società lo scudetto numero undici.

CRISTIANO PUNTEL (22 presenze – 2 gol). Mister utilità, nel senso che puoi metterlo in qualsiasi ruolo e avrai sempre riscontri positivi. Insomma, se detiene il record di presenze in campionato un motivo ci sarà e fa rima con quantità e qualità. Voto 7,5.

DANIELE GOLLINO (22 presenze – 8 gol). Una prima parte di stagione davvero esaltante, perché aldilà dei gol assicura un riferimento offensivo costante ed è la classica punta in grado di allungare la squadra, poi un pochino in calo. Ricorda (pur essendo meno puntuale in fase realizzativa) il mitico “Gugje”, ovvero Stefano Moro, ed è un paragone che non può che fargli onore. I gol decisivi nei finali di partita sono un marchio di fabbrica. Voto 7,5.

MATTEO DEL NEGRO (21 presenze). A un portiere si chiede essencialmente di parare il parabile e di limitare al massimo le “papere” stagionali (che capitano a tutti i portieri del mondo!) e lui ci riesce. Un numero 1 vecchio stile, nel senso che adopera meglio le mani che i piedi. Alla fine risulta il portiere meno battuto, subendo 18 reti (la diciannovesima l’ha incassata De Giudici col Campagnola all’andata). Voto 7.

GIANLUCA MUFFATO (20 presenze – 1 gol). Il solito discorso sull’adattamento dei “friulani” al Carnico. Beh, il “Muf” è una specie di professionista e onora l’impegno, sempre, indipendentemente dal livello della categoria, dimostrandosi il solito difensore affidabile e, guarda caso, quello con più presenze tra i suoi compagni di reparto. Voto 7.

KEVIN CAREW (20 presenze – 6 gol). Tra il Carew inarrestabile e debordante della prima parte di stagione e quello “normale” nella parte finale, si nota la differenza, ma il calo nel girone di ritorno è una condizione generale. Quando sta bene, però, solca la fascia come un aratro, ma un aratro di qualità. Voto 7.

MARKO ILIC (20 presenze). Sembra sempre in slow motion nelle zolle centrali, ma ha la capacità di essere costantamente nel posto giusto al momento giusto. Patisce i ritmi alti, e si sapeva, ma proprio per le sue capacità tattiche riesce ad essere un elemento fondamentale nel centrocampo giallorosso. Voto 7.

SIMONE PUPPIS (20 presenze – 5 gol). A mio parere il miglior giocatore del campionato. Regia, tocchi, lanci illuminanti, la capacità anche di recuperare palloni e di segnare gol pesanti, come quello del pareggio col Real alla terzultima giornata. Quando sta bene, è giocatore di categoria superiore. Voto 8,5.

JACOPO CANDONI (19 presenze – 1 gol). Il piccolo Punteò, nel senso che Buzzi sa di poterlo utilizzare in ruoli diversi, ottenendone sempre prestazioni all’altezza. Magari è ancora troppo giovane per non patire lo sballottamento da un ruolo a un altro, ma non va mai in sofferenza, mettendo in mostra un dna tutto cedarchino. Voto 6,5.

SEEDY DRAMMEH (19 presenze). Una forza della natura, una generosità che a volte gli si ritorce contro perché quando vuole strafare rischia di alterare gli equilibri della squadra. Qualche eccesso agonistico lo espone a rischio cartellino, ma è un altro che quando esce dal campo gli puoi strizzare la maglia. Voto 6,5.

IVAN CISOTTI (16 presenze). Stagione condizionata da problemi fisici e quindi tribolata. Le sue geometrie, la sua lucidità e il suo equilibrio tattico sono mancati moltissimo al “Ceda”, soprattutto nel periodo meno brillante. Arricchisce la sua collezione di scudetti, dopo quelli vinti con Cavazzo e Folgore. Voto 6.

ALESSANDRO TASSOTTI (15 presenze – 2 gol). Difensore coi piedi da centrocampista, ma si sapeva. Efficace in marcatura (pur con qualche sbavatura dopo il rientro dall’infortunio) e preciso in fase di costruzione. Durante la sua assenza la squadra patisce un po’ e questo ne fa capire l’importanza. Voto 6,5.

JODY FANTIN (15 presenze – 2 gol). Di lui ormai si sa tutto. Uno sempre a disposizione senza mai un mugugno, una mal di pancia. Alla prima giornata di campionato è un suo gol a piegare la Velox al 97’: una specie di presagio, insomma, per quella che da “zona Cesarini” sarebbe diventata la “zona Cedarchis”. La valutazione rende merito alla sua serietà e all’attaccamento verso i colori giallorossi. Voto 6.

FILIPPO SEGATO (14 presenze – 8 gol). I numeri non tradiscono mai e ci dicono che è l’attaccante del “Ceda” con la media realizzativa più alta. Ha segnato come Gollino ma giocando otto partite in meno. Nel reparto offensivo è più un solista che uno snodo, un attaccante unico, insomma, per caratteristiche tra quelli a disposizione di Buzzi. Voto 7.

CRISTIAN TOMAT (12 presenze – 3 gol). Ha giocato praticamente metà partite e quindi una valutazione è davvero difficile. Ma la sensazione è che quando sta bene e ha voglia questo è uno che potrà fare la differenza. Voto 6,5.

FABIO DI LORENZO (12 presenze). Nei momenti di difficoltà causa le indisposizioni dei compagni di reparto ha dato il suo contributo, mettendo a disposizione della squadra tutto ciò che aveva. Voto 6.

MATTEO ZANCANARO (11 presenze). Utilizzato soprattutto a partita in corso, ha messo a disposizione della squadra esperienza e mestiere. Voto 6.

FILIPPO ZANIRATO (9 presenze). Nelle prime uscite aveva lasciato intravedere grandi potenzialità, poi ha pagato qualcosa, forse perché giovane e all’esordio nel Carnico, nel periodo di flessione della squadra. Voto 6.

FEDERICO FACCIN (8 presenze). Si potrebbe tranquillamente fare copia e incolla con quanto scritto su Di Lorenzo, anche per la valutazione. Voto 6.

MATTEO PILLON (9 presenze – 4 gol). Nelle poche presenze messe insieme (tra cui diversi spezzoni di partita) ha lasciato intravedere che razza di giocatore è. Ha pagato sicuramente il noviziato nel Carnico, ma i movimenti dell’attaccante di razza non sono sfuggiti a chi mastica calcio. Il suo gol (quello dell’1 a 0) ai Mobilieri nell’ultima giornata ha tolto pressione e indirizzato il pomeriggio di festa. Voto 6,5.

GIANLUCA CARGNELLO (4 presenze – 1 gol). A differenza di Muffato, ha pagato un prezzo più alto nell’impatto col Carnico. Chi lo ha visto giocare a Tricesimo sa però che un difensore top. Pochissimi gli allenamenti con la squadra e questo ha pesato non poco sul suo inserimento nell’ambiente. S.V.

Poi ci sono quelli che davvero hanno giocato pochissimo, ma il saper stare al proprio posto e accettare le decisoni dell’allenatore è ià un merito enorme. Sono i migliori attori non protagonisti, perché bravi comunque a rispettare le regole del gruppo. ALESSANDRO RADINA (3 presenze), IVAN MAZZOLINI (3 presenze), STEVEN SANDRI (3 presenze), LUCA MAGISTRI (2 presenze), LUCA MATURI (2 presenze), ANDREA PASTA (1 presenza), ENZO ALBERGANTI (1 presenza), GABRIELE FABIANI (1 presenza), LORENZO SCABAR (1 presenza), LUCA DE GIUDICI (1 presenza). Tutti, naturamente, senza voto.

Ovviamente non possiamo dimenticare l’allenatore GILBERTO BUZZI. La squadra delle prime giornate è una macchina quasi perfetta, bella e funzionale. Poi le assenze, il legittimo calo fisiologico e la paura di vincere hanno pesato sul rendimento. Eppure lui non ha perso mai la testa, facendosi beffe del fantasma di “perdente”. La difficoltà di inserire chi aveva giocato meno in meccanismi per altri ben rodati e mandati a memoria è apparsa evidente in diverse partite, ma i giocatori hanno sempre dimostrato di stare dalla sua parte. Voto 8.