di MASSIMO DI CENTA
Le dodici squadre della Seconda Categoria nell’analisi finale della stagione.
AMPEZZO È una retrocessione che fa male quella dei biancorossi, perché arrivata al termine di un campionato nel quale sembrava si potesse mettere a frutto la crescita di alcuni giovani. La squadra è mancata in alcuni impegni che sulla carta sembravano abbordabili, denotando limiti di personalità. VOTO: 4,5. IL MIGLIORE: Tommy Fachin.
ANCORA A Prato Carnico sapevano fin dall’inizio che sarebbe stata dura, ma certo nessuno poteva immaginare una stagione così deludente: 23 punti in meno rispetto all’anno scorso, tanti. La scarsa disponibilità di D’Ampolo, il proprio giocatore migliore, e i 25 gol segnati nel 2025 da Emanuele Bearzi dicono molto, al pari delle reti subite, 66 a fronte delle 42 del torneo 2025. VOTO: 4,5. IL MIGLIORE: Davide Arreghini.
ARDITA Un quinto posto finale assolutamente lusinghiero quello degli uomini di Maurizio Romanin che migliorano la posizione dello scorso anno (ottavi) e un saldo punti di più sette (34 anno contro i 27 del 2025). Curioso l’andamento delle partite interne se confrontate a quelle in trasferta: a Forni Avoltri i gialloneri hanno incamerato 13 punti, fuori 21. Mezzo voto in più per il raggiungimento della finale di Coppa di categoria. VOTO: 6,5. IL MIGLIORE: Pietro Pallober.
CERCIVENTO All’inizio sembrava potesse essere una delle protagoniste nella corsa promozione e invece ha tremato fino a poche giornate dal termine, arrivando in quartultima posizione. Nella fase iniziale Davide Pittoni non è riuscito a trovare la quadratura (vedi anche il periodaccio sotto porta del totem Devid Morassi), poi con Gegollaj la squadra è parsa più pratica e funzionale, trascinata da un Dylan Tremonti devastante e ritrovando le reti dello stesso Morassi. VOTO: 6. IL MIGLIORE: Dylan Tremonti.
IL CASTELLO Stagione che non si sa come leggere. Una squadra che aveva tutte le carte in regola per poter almeno provare a inserirsi nella lotta promozione: uno degli allenatori top, una rosa all’altezza sia nelle prime scelte che nei ricambi, con alle spalle una società seria e organizzata. La partenza così e così ha finito con l’incidere in maniera pesante sul prosieguo del torneo, quando poi è mancato quel pizzico di personalità per provarci davvero fino in fondo. Di quali potenzialità fossero in possesso i rosanero lo dimostra il rendimento in Coppa Carnia, dove hanno eliminato la Folgore agli ottavi per poi essere eliminati nei quarti, sconfitti di misura dal Campagnola, che poi avrebbe vinto la manifestazione. VOTO: 6,5. IL MIGLIORE: Matteo Mascia.
ILLEGIANA Altra squadra da cui era lecito aspettarsi qualcosa di più e invece a un certo punto si è temuto persino il doppio salto all’indietro dopo la retrocessione di un anno fa. Il sesto posto finale può sicuramente essere accolto come un buon risultato dopo gli stenti iniziali. È mancata soprattutto la fase offensiva (quello neroverde è stato il terzultimo peggior attacco del girone) e un po’ di convinzione in più nei propri mezzi. VOTO: 6. IL MIGLIORE: Matteo Adami.
LAUCO Un campionato segnato da una parte iniziale senza grandi acuti, ma un luglio e agosto da incorniciare con 7 vittorie di fila che hanno lanciato la squadra verso la promozione. Per Spiluttini non è stato semplice ricompattare un ambiente ancora sotto shock per la retrocessione dello scorso anno, maturata nel finale di campionato. VOTO: 7,5. IL MIGLIORE: Enrico Antonipieri.
MOGGESE Salvezza ancora una volta raggiunta nel finale. Non è stato necessario uno spareggio come nel 2025, ma i patemi sono durati fin quasi all’ultima giornata. Squadra strana quella bianconera, perché ha fatto ottime partite contro le grandi, soffrendo invece al cospetto delle pari grado. Sufficientemente buono l’equilibrio tra gol fatti (43) e quelli subiti (37), che ha fruttato due punti in più rispetto allo scorso anno. VOTO: 6. IL MIGLIORE: Alessandro Revelant.
RAVASCLETTO A detta di molti una delle migliori squadre dal punto di vista del gioco. Bisogna dare merito a mister Cocchetto di non aver snaturato la squadra, giocando in Seconda come aveva giocato in Terza l’anno prima, con coraggio e idee. Tante castagne dal fuoco le ha levate Vidali, è vero, ma tutti hanno dato un grande contributo, con alcuni giocatori che hanno fatto progressi enormi. Per questo motivo lasciamo da parte Vidali come miglior giocatore e puntiamo su quello che in questi anni ha avuto un’evoluzione incredibile. VOTO: 7. IL MIGLIORE: Manuel Agarinis.
STELLA AZZURRA Ecco il classico esempio di programmazione e chiarezza di idee. La Stella Azzurra brillante del 2025 è ulteriormente migliorata, attraverso l’esperienza dei più anziani e la crescita dei molti giovani. La società ha voluto creare una base importante con un settore giovanile ben strutturato e da lì ha attinto (e attingerà…) le risorse per i prossimi anni. Promozione e Coppa di categoria (che alza la valutazione di mezzo voto) per la prima squadra e titolo per la formazione juniores, ovvero la filiera perfetta. Non dimentichiamo il grande contributo di Fabio Cossettini. VOTO: 8,5. IL MIGLIORE: Brian Tiberi.
VAL DEL LAGO Un piccolo capolavoro quello della neo promossa formazione biancazzurra: il primo posto conquistato con dieci punti di vantaggio sulla seconda è un dato impressionante per un torneo solitamente molto equilibrato come la cadetteria. Una squadra quasi perfetta, guidata con la solita abilità da Max Pittoni, uno che sa il fatto suo come pochi. Una piccola delusione (la Coppa di categoria) e l’incredibile sconfitta interna con la Viola, tanto per cercare il pelo nell’uovo… VOTO 8,5. IL MIGLIORE: Johan Perez Sosa.
VIOLA Una retrocessione difficilmente evitabile. Nonostante questo, bisogna dare merito al lavoro di Cristian Angeli, perché aldilà della classifica la squadra ha sempre cercato di giocare. Non era proprio possibile fare di più. Il progetto di qualche anno fa aveva un senso, una squadra così oggettivamente lo perde. Per questo un plauso a chi ha tirato avanti per tutta la stagione, levandosi la soddisfazione della vittoria in casa della Val del Lago, il risultato più sorprendente di questo 2026, al pari (se non di più) del 4 a 4 tra Val Resia e Tarvisio. VOTO: 5. IL MIGLIORE: Antonio Longhino.
(foto di Alberto Cella)