di BRUNO TAVOSANIS
Nell’ultimo giorno utile prima della scadenza dei tesseramenti, il Carnico 2026 si è concluso con la Coppa delle Coppe, una manifestazione nata quattro anni fa con le migliori intenzioni, ovvero un momento per chiudere la stagione, salutarsi e darsi appuntamento all’anno nuovo. La nascita della Coppa delle Coppe era figlia della sacrosanta decisione di spostare a inizio stagione la Supercoppa, che non a caso ad aprile vede sempre un gran numero di spettatori presenti, tutti “affamati” di Carnico, al contrario di quanto accade a ottobre.
Dopo quattro edizioni della Coppa delle Coppe, abbastanza quindi per trarne un primo bilancio, una riflessione è d’obbligo: ma è proprio necessaria? Perché, come detto poc’anzi, a ottobre sono tutti “ingomeâts” (giocatori, dirigenti, collaboratori, appassionati e pure i giornalisti, sì!) e non vedono l’ora di una pausa. E un trofeo così, assegnato con un triangolare, conta il giusto, un modo gentile per dire poco. Lo hanno detto apertamente anche i dirigenti del Campagnola e della Stella Azzurra, due delle protagoniste di ieri, costrette a prolungare la stagione di tre settimane, avendo concluso il campionato lo scorso 11 ottobre. Il problema è nato dalla decisione della Federazione di posticipare di una settimana la conclusione della Terza, allo scopo di evitare un ulteriore turno infrasettimanale, problematico per diverse squadre di quel girone. In sostanza la Coppa delle Coppa si doveva disputare il 24 ottobre, che è già una data limite. Come non bastasse, la formazione di Terza (il Verzegnis) ha dovuto disputare un’ulteriore partita per designare la vincitrice del girone e così si è arrivata al 31 ottobre, davvero troppo in là con i tempi. Fortuna ha voluto che a Trasaghis ci fosse una bella giornata di sole, con temperatura accettabile, e che le protagoniste fossero due squadre gemonesi, oltre al Verzegnis, che ha sempre un bel seguito di tifosi. Così si spiegano i 290 spettatori paganti, un buon numero, certamente. Con un’altra sede e un’altra situazione meteo (si era ipotizzato in un primo tempo Enemonzo, dove poi si è giocato lo spareggio Verzegnis-Fusca), il discorso sarebbe stato ben diverso, come era accaduto nel 2024 a Resia e l’anno scorso a Pontebba, dove il riscontro era stato decisamente inferiore alle attese e al lavoro delle società organizzatrici.
Del resto è difficile appassionarsi a un trofeo nel quale si affrontano squadre di tre categorie diverse e quindi con un esito piuttosto prevedibile, anche se l’Ampezzo lo scorso anno con il Cedarchis e la Stella Azzurra ieri con il Campagnola si sono comportate alla grande. Alla fine, però, prevale sempre la vincitrice della Coppa Carnia, alla quale la conquista o meno del trofeo non cambia nulla sul bilancio della stagione. La conferma anche ieri, con il Campagnola che si è presentato con soli 16 giocatori (su 20 possibili) in lista, mentre la Stella ne aveva 17. Situazione che in qualsiasi altra partita considerata importante non si sarebbe mai verificata. E non si può certo dire che al fischio finale del derby i giocatori del “Campa” abbiano esultato particolarmente.
Qualcuno ipotizzava di spostare anche la Coppa delle Coppa all’inizio della stagione successiva, ma francamente non se ne capirebbe il senso, proprio per la sua relativa importanza.
La domanda che ci si pone è quindi se la Coppa delle Coppe abbia davvero un senso (per inciso: il delegato LND di Tolmezzo Maurizio Plazzotta è assolutamente convinto di sì), almeno per come è strutturata, assegnando un trofeo che definiamo “ufficiale” quando invece è posizionato, per importanza e conseguente interesse, diversi gradini sotto alle tre Coppe e alla Supercoppa. Oltretutto si è sentita anche la voce di una Supercoppa per Seconda e Terza Categoria. Ma siamo proprio certi che il proliferare di trofei non finirebbe per svilire quelli che contano davvero? Che alla fine “uno valga uno”?
In ogni caso, se la Coppa delle Coppe sarà confermata, la federazione dovrà assicurarsi che non si verifichi più la possibilità che le squadre protagoniste debbano attendere tre settimane per giocarla. Significa, in concreto, che il prossimo anno la Terza dovrà concludersi in contemporanea alle altre due categorie.
(nella foto una panoramica ieri dalla tribuna di Trasaghis)