Il nuovo presidente dell’Ampezzo è il giovane e ambizioso Andrea Muresu

di MASSIMO DI CENTA

C’è un volto nuovo nel panorama del calcio carnico: è Andrea Muresu, 31 anni, da questa stagione presidente dell’Ampezzo. La presentazione delle squadre del settore giovanile e della prima squadra, nello scorso fine settimana, ha rappresentato la prima uscita ufficiale del neo massimo dirigente biancorosso.
A lui abbiamo chiesto come è maturata la decisione di diventare il presidente di una delle squadre storiche del Carnico. «In realtà – risponde – ho sempre seguito le vicende della squadra. Quando poi negli scorsi mesi Maurizio Spangaro, per motivi personali, ha manifestato la volontà di non riproporsi alla guida del club mi sono fatto avanti. Il direttivo ha accettato la mia candidatura ed ora eccomi qua».

Beh, uno si aspetterebbe uno Spangaro o un Petris  a fare il presidente ad Ampezzo e invece arrivi tu, con questo cognome non propriamente carnico…
«Diciamo che io sono un carnico doc con un… cuore sardo. Mio nonno è arrivato da queste parti quando aveva diciotto anni».

Quali sono le impressioni dei primi giorni del tuo nuovo mandato?
«Già il giorno della presentazione della squadra ho avvertito tanto entusiasmo attorno alla squadra. C’è un percorso ben delineato dalla storia della società, con il lavoro fatto da chi mi ha preceduto. Con me sono entrati anche altri dirigenti giovani e il nostro intento è quello di portare energia e una ventata di novità all’interno di un percorso, come dicevo, già molto ben strutturato».

Che obiettivi intendi raggiungere?
«Innanzitutto, consolidare il settore giovanile: spero nel breve termine di poter avere una squadra per tutte le categorie, dai pulcini agli juniores, per poter diventare la società di riferimento di tutta la vallata, in un discorso dal respiro più ampio che va oltre Ampezzo. Per quanto riguarda la prima squadra, difendere la Coppa di categoria conquistata lo scorso anno e migliorare la classifica, senza mettere limiti alla provvidenza. Per ambizione, non per presunzione. L’ambizione aiuta a crescere».

Il paese vi segue?
«Sì, è sempre presente e anche molto esigente, come del resto richiede il blasone della società».

Anche l’amministrazione comunale sembra ben disposta nei vostri confronti, è vero?
«Il mio predecessore mi ha detto che il Comune ha sempre garantito un supporto importante, sia dal punto di vista istituzionale che da quello dei rapporti umani. Siamo stati anche in giunta a presentare il nostro programma per il settore giovanile e siamo rimasti molto soddisfatti del fatto che il sindaco Benedetti abbia capito l’importanza del nostro impegno che non è solo sportivo ma anche sociale e voglia in qualche modo condividerlo».

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